Professione
03 Novembre 2025Dopo l’abbattimento dell’ambulatorio storico per far posto alla nuova cabinovia, i due veterinari di Cortina rischiano lo sfratto anche dalla sede provvisoria. La protesta dei residenti ottiene una proroga fino a gennaio, ma il futuro resta incerto

A Cortina d’Ampezzo oltre duecento cittadini, molti accompagnati dai propri cani, si sono radunati davanti al municipio per chiedere la tutela del servizio veterinario locale, a rischio dopo lo sfratto legato ai lavori per le Olimpiadi Invernali 2026. L’ambulatorio dei medici veterinari Fabio Frison e Alessandro Siorpaes, demolito per far posto alla nuova cabinovia di Socrepes, aveva trovato una sistemazione temporanea a Fiames, in una struttura ora anch’essa minacciata dalle restrizioni di sicurezza legate al villaggio olimpico. Dopo la mobilitazione, il Comune ha concesso una proroga fino al 20 gennaio 2026, impegnandosi nel frattempo a individuare un nuovo terreno dove installare moduli sanitari provvisori.
L’ambulatorio Veterinario Associato Cortina operava dal 1994 nell’area di Socrepes, all’interno di un fabbricato comunale attraverso una convenzione con scadenza nel 2037, garantendo cure 365 giorni l’anno, anche di notte e nei festivi. La scorsa estate, l’edificio è stato sgomberato e demolito per realizzare la cabinovia Apollonio-Socrepes, costringendo i due medici veterinari che vi lavoravano a trasferirsi d’urgenza a Fiames.
Una sede inadeguata, priva di riscaldamento e anch’essa troppo vicina all’area olimpica, che sarebbe dovuta restare attiva solo fino al 30 novembre, mentre in parallelo veniva individuata una sede alternativa, ovvero un capannone situato a Socus. Il contratto per la soluzione definitiva, tuttavia, è stato disdetto a ottobre per presunti vincoli burocratici.
Ecco allora la protesta organizzata da Eleonora Rizzoli, moglie di Frison, per il 30 ottobre nella piazza davanti al municipio, che ha visto 200 cortinesi riuniti, alcuni insieme ai propri cani, preoccupati per le difficoltà di un servizio essenziale, anche in prospettiva dell’imminente stagione turistica invernale, che culminerà proprio con i Giochi olimpici.
La mobilitazione ha raccolto in piazza una grande partecipazione. In molti si sono presentati con cartelli, chiedendo soluzioni concrete e non slogan. L’ambulatorio, inoltre, oltre che un presidio per residenti e turisti, si è impegnato anche a fornire le cure necessarie ai cani delle forze dell’ordine che saranno impegnati durante i Giochi. La stessa Ulss 1 Dolomiti di Belluno, infatti, ha espresso preoccupazione per la continuità del servizio, che dovrà garantire assistenza ai cani da soccorso, antiterrorismo e antidroga.
La manifestazione ha portato a un incontro tra i medici veterinari e l’assessore al patrimonio Monica De Mattia. L’amministrazione ha quindi annunciato la possibilità di restare a Fiames fino al 20 gennaio 2026, mentre verranno valutati nuovi terreni per installare un modulo sanitario mobile.
“È stato un incontro sereno e costruttivo – ha commentato De Mattia – che ha portato a valutare possibili soluzioni concrete. C’è condivisione di obiettivi, siamo sempre stati allineati, per conseguire un risultato. La manifestazione ha giovato. La volontà dell’amministrazione è garantire continuità al servizio”. “La permanenza dell’ambulatorio a Fiames – continua l’Assessore – permarrà più a lungo: potrà rimanere lì sino al 20 gennaio 2026. A quel punto si dovrà necessariamente trasferire in un’altra destinazione, che valuteremo in seguito, se sarà ancora provvisoria o se potrà essere definitiva”.
CITATI: ALESSANDRO SIORPAES, FABIO FRISON“Siamo soddisfatti dell’esito dell’incontro” dicono Frison e Siorpaes. “Le nostre difficoltà a lavorare, nell’attuale sistemazione di Fiames, sono state recepite dall’amministrazione: hanno capito quali sono le nostre esigenze. Ci saranno alcuni interventi, potremo rimanere lì per un periodo più lungo. Tutto ciò nell’attesa di avere una sede definitiva, in grado di rispondere alle esigenze del nostro servizio, con spazi e dotazioni: sale visite, sale diagnostiche e chirurgiche, laboratori, degenze”.
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