Alimentazione
10 Luglio 2025Igiene, autocontrollo e vigilanza: il documento del Ministero rafforza la prevenzione delle infezioni da Escherichia coli nei prodotti a latte crudo, con particolare attenzione ai soggetti vulnerabili

Il Ministero della Salute ha pubblicato nuove Linee Guida per il controllo di Escherichia coli produttori di Shiga-tossine (Stec) nel latte non pastorizzato e nei prodotti derivati. Il documento, destinato a operatori della filiera lattiero-casearia e alle Asl, ha lo scopo di ridurre il rischio microbiologico attraverso azioni di prevenzione, autocontrollo e vigilanza sanitaria. L’iniziativa, promossa dal sottosegretario Marcello Gemmato, risponde alla necessità di proteggere i soggetti più vulnerabili, come bambini, anziani e persone immunocompromesse.
Il consumo di latte crudo o di prodotti non pastorizzati aumenta nei mesi estivi, soprattutto nelle zone montane dove è più diffusa la produzione artigianale. In questo periodo, il rischio microbiologico legato alla presenza di Escherichia coli Stec può crescere sensibilmente. Le infezioni possono andare da forme lievi fino alla sindrome emolitico-uremica (Seu), una condizione grave, particolarmente pericolosa nei bambini.
Le linee guida, trasmesse alle Regioni, alle Province autonome di Trento e Bolzano e ai principali attori della filiera lattiero-casearia, rappresentano uno strumento concreto per ridurre l’esposizione al rischio microbiologico, in particolare durante i mesi più caldi. Sono il frutto del lavoro di un Tavolo tecnico interistituzionale che ha coinvolto Ministero della Salute, il Ministero dell’Agricoltura (MASAF), l’Istituto Superiore di Sanità (Iss), esperti degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali e delle associazioni di categoria.
L’obiettivo è fornire uno strumento tecnico-scientifico operativo, aggiornato e applicabile su tutto il territorio nazionale.
“Su mio impulso, il Ministero della Salute ha diffuso, attraverso le Regioni, nuove linee guida rivolte agli operatori della filiera e alle Asl, con indicazioni utili a ridurre i rischi di infezioni legate al consumo di latte crudo e derivati non pastorizzati” ha commentato Gemmato. “Durante l’estate la produzione di questi alimenti aumenta, soprattutto in contesti locali e montani, e con essa anche l’esposizione a possibili rischi microbiologici. Pur trattandosi di prodotti tradizionali e molto apprezzati, è importante ricordare che possono veicolare infezioni anche gravi, in particolare per bambini, anziani e persone vulnerabili. La consapevolezza è uno strumento chiave di prevenzione”.
Il documento fornisce raccomandazioni per gli operatori della filiera alimentare, con indicazioni su igiene, gestione del rischio e autocontrollo, e per le Asl e i servizi veterinari, con indicazioni per rafforzare la vigilanza ufficiale. Inoltre, i consumatori sono invitati alla prudenza nell’acquisto e nel consumo di latte crudo on pastorizzato, da preferire solo se bollito e proveniente da filiere controllate.
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