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07 Febbraio 2025Un’operazione del Nas di Perugia svela una rete clandestina per la macellazione di cavalli non destinati al consumo alimentare, con gravi implicazioni sanitarie e violazioni dei diritti degli animali. Ordinanza cautelare emessa dal Gip nei confronti di sette persone ritenute a vario titolo responsabili

Un’indagine condotta dai Carabinieri del Nas di Perugia ha smantellato una presunta associazione a delinquere dedita alla macellazione clandestina di cavalli non destinati alla filiera alimentare (non Dpa). L’operazione, che ha coinvolto diverse province italiane, ha portato all’emissione di sette misure cautelari e al sequestro di documenti, automezzi e strutture utilizzate per le attività illegali. Gli investigatori hanno rilevato gravi violazioni, tra cui l’immissione sul mercato di carne contaminata da trattamenti farmacologici non autorizzati, con conseguente rischio per la salute pubblica, e il maltrattamento degli animali. Il sistema sfruttava alcune falle nei controlli per generare profitti illeciti, che l’indagine ha messo in luce.
Le indagini dei Carabinieri del Nas di Perugia, supportate da attività tecniche e pedinamenti, oltre che da acquisizione documentale, hanno permesso di ricostruire le attività svolte da un’associazione per delinquere finalizzata al reperimento, anche con modalità fraudolente, di cavalli non Dpa che venivano illecitamente avviati verso la macellazione clandestina.
Dagli accertamenti è emerso che l’organizzazione, una volta acquisiti anche gratuitamente gli animali dai proprietari – ai quali veniva taciuta la finalità della macellazione – provvedeva a inviarli in Puglia verso macelli clandestini, dove si perdevano definitivamente le loro tracce.
Le forze dell’ordine hanno accertato anche l’immissione sul mercato per il consumo umano di animali sottoposti in vita a trattamenti farmacologici non accertabili oltre che incompatibili con la finalità alimentare.
“Il tutto con conseguente grave pericolo per la salute pubblica nonché sottoponendo gli animali interessati a trattamenti crudeli che ne comportavano come esito la morte” ha sottolineato in una nota il procuratore del capoluogo umbro Raffaele Cantone.
Le attività illecite avvenivano attraverso la registrazione di spostamenti fittizi nella Banca Dati Nazionale degli Equini, i quali erano poi eliminati illecitamente attraverso un escamotage nel sistema informatico che consentiva l’eliminazione dei capi senza doverne indicare la sorte (impiego del cosiddetto “codice Z”). Tale operazione veniva compiuta con la collaborazione compiacente di allevatori umbri, nonché di un funzionario autorizzato alle registrazioni in Banca Dati.
Dalle indagini è emerso anche che vari animali, già malati o feriti, sono stati stipati in sovrannumero sui mezzi di trasporto giungendo a destinazione già morti. Tali condotte sono state adottate all’interno di un sistema imprenditoriale che sopprimeva animali diventati improduttivi per generare redditi illeciti.
L’operazione, condotta dai Carabinieri del Nas di Perugia, è stata coadiuvata in fase esecutiva da quelli dei Nas di Bari, Torino e Alessandria, nonché da militari dei Comandi Provinciali di Perugia, Barletta-Andria-Trani, Novara e Cuneo.
Questi hanno quindi dato esecuzione a una ordinanza cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Perugia nei confronti di sei persone ritenute a vario titolo responsabili dei reati di associazione per delinquere, maltrattamenti ed uccisione di equini, commercio di cose pericolose per la salute, falsità ideologica in pubblici registri, oltre che di una settima per la quale è stata escluso, tuttavia, il vincolo associativo.
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