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05 Agosto 2026

West Nile, sorveglianza rafforzata su avifauna ed equidi

Con la circolare del 28 aprile 2026, il Ministero della Salute ha rafforzato per la stagione vettoriale in corso la sorveglianza integrata sul virus West Nile, coinvolgendo Servizi Veterinari, Istituti Zooprofilattici e i medici veterinari che operano con equidi e fauna selvatica. Il secondo bollettino Iss registra inoltre 192 casi di dengue e 17 di chikungunya, tutti di importazione

di Redazione Vet33


West Nile, sorveglianza rafforzata su avifauna ed equidi

Il Ministero della Salute torna a richiamare l'attenzione sulla prevenzione dell'infezione da virus West Nile nei mesi estivi e autunnali, quando l'attività delle zanzare del genere Culex raggiunge il picco stagionale. Trattandosi di una zoonosi trasmessa da vettore, la sorveglianza non riguarda solo la popolazione umana. Il ciclo di trasmissione coinvolge principalmente zanzare e uccelli selvatici, mentre uomo e cavallo sono considerati ospiti accidentali, rendendo la West Nile una malattia di diretto interesse per la medicina veterinaria in un'ottica One Health.

La sorveglianza integrata su vettori, avifauna ed equidi

Con la circolare del 28 aprile 2026, il Ministero ha trasmesso alle Regioni le indicazioni per la stagione vettoriale in corso, chiedendo di rafforzare la tempestività delle segnalazioni relative alle positività riscontrate nelle zanzare, negli uccelli e negli equidi. Le indicazioni coinvolgono direttamente i Servizi Veterinari, gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali e i medici veterinari, in particolare quelli che operano con equidi e fauna selvatica. Ambulatori, cliniche veterinarie e maneggi sono inoltre indicati tra i luoghi in cui promuovere una capillare informazione sulle arbovirosi rivolta al pubblico.

Come si trasmette il virus e chi coinvolge

Il virus West Nile viene trasmesso attraverso la puntura di zanzare infette del genere Culex, attive prevalentemente dal tramonto all'alba nel periodo estivo-autunnale, sia alle persone sia agli animali, senza possibilità di trasmissione diretta tra persone. 

Nella maggior parte dei casi l'infezione umana decorre in modo asintomatico. In circa il 20% delle persone infette sviluppa una sintomatologia simil-influenzale, mentre forme gravi si presentano in meno dell'1% dei casi (1 persona su 150), soprattutto in soggetti anziani o fragili.

Le misure di prevenzione raccomandate

Tra le misure di prevenzione indicate dal Ministero figurano l'uso di repellenti cutanei sulla pelle esposta, l'abbigliamento coprente con pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe soprattutto all'alba e al tramonto, l'installazione di zanzariere alle finestre, lo svuotamento frequente di vasi e contenitori con acqua stagnante, il cambio regolare dell'acqua nelle ciotole degli animali e il mantenimento in posizione verticale delle piscinette per bambini quando non utilizzate.

Il monitoraggio nazionale tramite PREMAL

Il Ministero della Salute garantisce il monitoraggio della circolazione del virus attraverso PREMAL, il sistema nazionale di segnalazione delle malattie infettive. La sorveglianza integrata, che unisce dati su casi umani, vettori, avifauna ed equidi, rappresenta lo strumento chiave per individuare precocemente la circolazione del virus e attivare tempestivamente gli interventi di prevenzione e controllo sul territorio.

I dati dell'ultimo bollettino: 141 casi confermati in Italia

Il secondo bollettino della sorveglianza coordinata dall'Iss aggiorna il quadro epidemiologico nazionale: dall'inizio dell'anno al 5 agosto sono stati confermati in Italia 141 casi di infezione da virus West Nile nell'uomo, di cui 64 nella forma neuro-invasiva (incluso un caso importato dalle Maldive), 27 casi asintomatici identificati tramite donatori di sangue e 50 casi di febbre da West Nile, tra cui uno importato dal Burkina Faso. Tra i casi confermati sono stati registrati 6 decessi, di cui uno relativo a un caso importato. Il confronto con lo stesso periodo dello scorso anno mostra un dato in calo: nel 2025 erano stati segnalati 173 casi, con 11 decessi.

Le Province con dimostrata circolazione del virus salgono ora a 50, distribuite in 16 Regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Nello stesso periodo sono stati segnalati anche 3 casi di infezione da virus Usutu, tutti in Lombardia.

Il quadro delle altre arbovirosi in Italia

Il sistema di sorveglianza nazionale delle arbovirosi coordinato dall'Iss registra, dal 1° gennaio al 31 luglio 2026, 192 casi confermati di dengue, tutti associati a viaggi all'estero e in 125 casi riconducibili a un probabile contagio alle Maldive, senza decessi segnalati. Si aggiungono 17 casi confermati di chikungunya, anch'essi tutti di importazione e senza decessi, e 3 casi di virus Zika, sempre legati a viaggi internazionali.

TAG: CHIKUNGUNYA, CULEX PIPIENS, DENGUE, ONE HEALTH, PREMAL, UCCELLI SELVATICI, VIRUS WEST NILE, VIRUS ZIKA, ZANZARE

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