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06 Febbraio 2025

Peste suina africana, Filippini: contrasto con cani molecolari, gabbie e agricoltori sentinella

In arrivo 150 gabbie per la cattura dei cinghiali e un piano aggiornato per contenere il virus che ha decimato 120.000 capi. Il virus non si sta diffondendo ma occorre vigilare su export, biosicurezza e controllo territoriale

di Redazione Vet33


Peste suina africana, Filippini: contrasto con cani molecolari, gabbie e agricoltori sentinella

La lotta contro la Peste suina africana (Psa) continua a evolversi, come ha ribadito il Commissario straordinario Giovanni Filippini, durante un’audizione informale a Palazzo Madama: cani molecolari, agricoltori sentinella e nuove gabbie per la cattura dei cinghiali si aggiungono alla strategia di contenimento del virus, che ha già provocato gravi danni al settore suinicolo italiano.

Filippini ha quindi delineato i progressi nella gestione dell’emergenza. Mentre l’epidemia mostra segni di rallentamento, grazie al depopolamento controllato e alle misure di biosicurezza, si accelera sulla stesura di un nuovo piano nazionale. Contemporaneamente, riprendono i negoziati per l’export con il Giappone, dopo la ripresa delle esportazioni verso il Canada.
 

La strategia 

Nella lotta alla Psa si aggiungono i cani molecolari che hanno il compito di cercare le carcasse dei cinghiali. Inoltre, è in arrivo la figura dell’agricoltore sentinella per spingere sulla sorveglianza del territorio e sono pronte 150 nuove gabbie per la cattura dei cinghiali, le quali saranno distribuite “in maniera oculata” alle regioni coinvolte dall’emergenza ma per le quali servirà una “delicata valutazione per la loro gestione”. Inoltre, si accelerano le pratiche dei ristori.

Queste, oltre alla strategia di contenimento con le barriere ai varchi autostradali e le gabbie, il depopolamento dei cinghiali e il rafforzamento della biosicurezza negli allevamenti di suini, sono le novità riferite da Giovanni Filippini, Commissario straordinario e Direttore generale della Salute Animale del Ministero della Salute, in un’audizione informale alle Commissioni Agricoltura e Sanità del Senato.

“La strategia sta funzionando perché il virus – ha detto Filippini – non si sta diffondendo”. L’auspicio del Commissario è che si possa presto passare alla fase 2, “quella di farlo retrocedere”. Allo stato attuale, “l’ondata epidemica sta diminuendo la sua portata”, grazie alla significativa diminuzione dei cinghiali.

L’obiettivo è mantenere il virus confinato nelle aree individuate e dare la massima protezione alle zone cuscinetto tra le aree infette e quelle non infette. In merito alle novità, per i cani molecolari c’è un accordo con l’Ente Nazionale Cinofilia Italiana (Enci), in quanto gli animali dovranno essere addestrati in modo che non tocchino le carcasse.

“Stiamo ragionando, insieme con le associazioni di categoria e con il Ministero dell’Agricoltura – ha aggiunto il Commissario – per creare il cosiddetto agricoltore sentinella, cioè chiedere all’agricoltore di fare attività di sorveglianza, vediamo anche in che modo poterla finanziare, nei fondi di propria pertinenza. E questo, in un territorio che è vasto 22.500 chilometri quadrati di infezioni, può accelerare la sorveglianza”.

Tre i cluster attivi in Italia interessati dal virus: il primo vede coinvolte 5 regioni del Nord Italia (Liguria, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana), il secondo la Campania, nelle zone ai confini con la Basilicata, e il terzo la Calabria. A settembre, il virus è stato finalmente eradicato in Sardegna, mentre poche settimane è stata revocata la zona rossa a Roma e nelle zone limitrofe.

Proteggere l’export

“Sulla peste suina africana è in arrivo un nuovo piano aggiornato, che stiamo redigendo alla luce delle esperienze sul campo: lo ripresenteremo alle Regioni e alla Commissione europea” ha aggiunto Filippini. “Abbiamo ripreso l’export dei nostri prodotti stagionati con il Canada e stiamo riavviando i negoziati con il Giappone”.

“Il dialogo coi bilaterali è serratissimo, per ridare fiducia ai Paesi importatori dei nostri prodotti, e sicuramente la nostra strategia sta rasserenando i partner esteri: stiamo correndo per anticipare il nemico”. La ripresa dell’export si riferisce ai prodotti stagionati, “perché oltre i 400 giorni di stagionatura, il virus non sopravvive”.

Il Commissario straordinario ha poi menzionato un altro aspetto legato al virus, ovvero i danni derivati dalla mancata produzione, ricordando la richiesta di riattivazione della riserva di crisi, perorata dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf), Francesco Lollobrigida, durante l’ultimo Agrifish.

CITATI: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, GIOVANNI FILIPPINI
TAG: AGRICOLTORI SENTINELLA, BIOSICUREZZA, CANI MOLECOLARI, GABBIE, MASAF, PESTE SUINA AFRICANA, PSA

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