Alert sanitari
10 Gennaio 2025Il Ministro Schillaci in Senato ha risposto a due interrogazioni sulla lotta contro la Peste suina africana: “Rintracciate le carni sospette, rafforzate le misure di biosicurezza e controllo. Livello di precauzione superiore agli standard Ue per proteggere il settore suinicolo”

Il Ministro della Salute ha ribadito il proprio impegno nel contrastare la diffusione della Peste suina africana (Psa), che sta mettendo a dura prova il settore suinicolo italiano. Il 09 gennaio, durante un question time al Senato, Orazio Schillaci ha sottolineato che l’Italia ha adottato misure più restrittive rispetto alle normative europee, tra cui la rintracciabilità completa delle partite di carne provenienti da allevamenti infetti e l’applicazione di trattamenti specifici. Con la strategia della Zona di Controllo dell’Espansione Virale (Zona CEV) e un piano di azioni concordato con la Commissione Europea, il virus risulta ancora confinato in alcune aree del Nord Italia, dove sono in corso operazioni di biosicurezza e controllo per proteggere gli allevamenti e l’eccellenza agroalimentare italiana.
“L’Italia ha adottato un livello di precauzione più alto di quello previsto dalla norma comunitaria sulla Peste suina africana” ha evidenziato il Ministro della Salute Orazio Schillaci, rispondendo durante il question time al Senato a un’interrogazione presentata da Gisella Naturale (M5S) e a una presentata da Giorgio Bergesio (LSP).
“Il Ministero della Salute, con altri Dicasteri, enti e istituzioni, ha lavorato intensamente, sin dai primi segnali di diffusione della malattia per porre in essere tutte le azioni possibili per prevenire i focolai delle infezioni e proteggere il settore suinicolo con la consapevolezza delle gravi ripercussioni sanitarie ed economiche del fenomeno stesso” ha dichiarato.
Schillaci ha ribadito il suo “massimo impegno nell’adozione di tutte le azioni che si renderanno necessarie per contrastare la diffusione della Peste suina africana”, aggiungendo che “il Ministero ha provveduto a svolgere attività di rintracciabilità di tutte le partite di prodotti contenenti carni derivanti dagli animali provenienti da allevamenti sedi di focolaio”.
In questo ambito, ha spiegato, “le partite che erano state avviate al circuito della trasformazione industriale sono state bloccate presso gli stabilimenti stessi, dove sono stati attivati trattamenti specifici per l’inattivazione del virus, o in alternativa sono state avviate alla distruzione. Mentre quelle destinate al circuito della distribuzione, sono state bloccate presso gli esercizi di vendita al dettaglio”.
“L’attività di rintraccio – ha aggiunto – è stata effettuata con i sistemi informativi del Ministero della salute, sfruttando la cooperazione amministrativa tra lo stesso Ministero e le Regioni, in stretta collaborazione con la Commissione europea”.
“In risposta all’evoluzione dell’epidemia nel settore domestico che ha colpito il Nord Italia, con 29 allevamenti colpiti tra luglio e settembre 2024”, Schillaci ha ricordato che “sono state adottate misure urgenti che stabiliscono misure di eradicazione e sorveglianza a livello nazionale, tra cui l’implementazione di misure di biosicurezza rafforzate negli stabilimenti ricadenti nelle zone di restrizione che ha contribuito a fermare l’ondata epidemica nei suini domestici”. Il Ministro ha inoltre ricordato che le misure “sono state rimodulate recentemente grazie ad una road map concordata con la Commissione europea, che include un complesso progetto di rafforzamento dei varchi autostradali in collaborazione con gli enti concessionari, strategie di controllo dei cinghiali e regolamentazione dell’attività venatoria, oltre a una maggiore sorveglianza negli allevamenti suini”.
“Ad oggi la Peste suina africana risulta ancora confinata in alcune aree del Nord Italia e si sta procedendo alla chiusura dei varchi esistenti sulle autostrade A1 Milano-Parma e A15 Parma-La Spezia” ha poi proseguito, evidenziando che “in tale prospettiva la strategia della Zona di controllo dell’espansione virale, Zona Cev, sta dando i risultati sperati”.
Infine, riguardo al tema della vaccinazione, ha commentato che “seppure attualmente non esista un vaccino efficace per la peste suina africana in quanto il virus è particolarmente complesso e non stimola la produzione di anticorpi neutralizzanti, sono comunque allo studio vari progetti sia nazionali che internazionali, cui partecipa il Centro di Referenza Nazionale per lo studio delle malattie da Pestivirus e da Asfiviruse (Cerep) e si auspica possano dare a breve risposte chiare”.
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