Animali selvatici
19 Giugno 2026Il voto al Senato sul DDL 1552 sulla caccia slitta al 23 giugno per mancanza del numero legale. La riforma, promossa dal Ministro Lollobrigida, punta alla “gestione attiva” della fauna selvatica e amplia calendari venatori e specie cacciabili. Contrarie ENPA, WWF, LIPU e Legambiente

Il voto in Senato sul disegno di legge 1552 sulla caccia slitta ancora: dopo il rinvio al 18 giugno, l’assemblea non ha raggiunto il numero legale e l’appuntamento è stato spostato al 23 giugno. Il testo, promosso dal Ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida nel 2025, è a firma del capo dei senatori FdI Lucio Malan. Riforma la legge in tema caccia, datata 1992, e punta a riconoscere l’attività venatoria come “utile alla conservazione e alla tutela della biodiversità e degli ecosistemi”, aumentando così il numero di animali cacciabili e le aree di caccia consentite. Anche i calendari venatori sarebbero ampliati, con la possibilità di cacciare anche durante le fasi di migrazione e nidificazione degli animali o con il buio, diventando di fatto un pericolo per la sicurezza pubblica.
La riforma in questione, articolata in 20 disposizioni, introduce un insieme di novità significative. Il principio cardine è quello della cosiddetta “gestione attiva” della fauna selvatica: gli animali selvatici non devono essere soltanto tutelati, ma anche regolati attivamente, al fine di garantire un equilibrio tra la loro presenza, le esigenze umane, la sicurezza pubblica e la protezione delle colture agricole.
Tra i nodi principali affrontati figurano la questione del lupo e la regolamentazione dell’attività venatoria attraverso strumenti di bioregolazione. Un aspetto centrale è la riorganizzazione degli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC), cui si aggiunge una revisione del sistema di incentivi destinato agli agricoltori. Il provvedimento prevede anche un inasprimento delle sanzioni legate al bracconaggio, nell’ottica di un contrasto più efficace alle attività illegali.
Il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha preso le difese della riforma durante l’assemblea nazionale della CIA, sottolineando come essa non miri affatto a tutelare i bracconieri, ma persegua l’obiettivo opposto. Il ministro ha inoltre evidenziato la necessità di aggiornare un impianto normativo risalente al 1992, ritenuto ormai superato, attraverso un approccio fondato su evidenze scientifiche.
All’interno della stessa maggioranza non mancano voci dissenzienti. La deputata Michela Vittoria Brambilla e la senatrice Michaela Biancofiore hanno espresso posizioni critiche. Quest’ultima, che ha scelto di non partecipare ai lavori d’aula sul provvedimento, ha dichiarato di considerare la questione come un problema di coscienza personale, richiamando una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) del 26 giugno 2012 che ha equiparato l’opposizione alla caccia a una convinzione di natura religiosa, pertanto non suscettibile di discriminazioni. La senatrice si è detta contraria alla caccia in modo assoluto, auspicandone l’abolizione, pur riconoscendo che l’attuale quadro normativo italiano, in linea con le disposizioni europee e mai messo in discussione, continua a considerarla un’attività lecita.
Annamaria Procacci, responsabile dell’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa), la definisce “una dichiarazione di guerra alla natura e agli animali”. Contrari anche gli animalisti e le associazioni, tra cui Wwf, Lipu e Legambiente. “Si prefigura – dichiarano le associazioni – la distruzione della natura, l’uccisione di un numero ancora maggiore di animali selvatici per l’esclusivo divertimento dei cacciatori, la privazione della libertà per i cittadini di muoversi in sicurezza, lo sfregio del dettato costituzionale e del diritto europeo.
“Come sempre – ha concluso il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin – nel prosieguo dei lavori parlamentari siamo disponibili al confronto e a intervenire per migliorare ulteriormente il testo, garantendo la piena rispondenza dei calendari e delle attività venatorie al principio di conservazione della biodiversità, tutela dell’avifauna, sulla base di valutazioni scientifiche terze”.
CITATI: ANNAMARIA PROCACCI, FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, GILBERTO PICHETTO FRATIN, MICHAELA BIANCOFIORE, MICHELA VITTORIA BRAMBILLASe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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