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04 Febbraio 2025

Influenza aviaria: guarito il secondo gatto infettato in Emilia-Romagna

Dopo il decesso del primo felino italiano per influenza aviaria, il secondo infettato è tornato a casa sano e salvo. Le analisi hanno confermato la presenza di anticorpi contro il virus H5N1

di Redazione Vet33


Influenza aviaria: guarito il secondo gatto infettato in Emilia-Romagna

Nel piccolo allevamento familiare di Valsamoggia, nel bolognese, un focolaio di influenza aviaria ha contagiato due gatti che vivevano a stretto contatto con pollame infetto. Mentre il primo felino è deceduto, il secondo ha superato l’infezione ed è tornato nella fattoria. “Abbiamo rilevato anticorpi nel sangue, segno che il sistema immunitario del gatto ha combattuto il virus con successo” spiega Giovanni Tosi, Direttore dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Forlì. Il caso, primo in Italia, accende i riflettori sulla possibilità di contagio tra volatili e animali domestici, pur restando estremamente raro.


Il caso

“Dalle analisi effettuate sul sangue del gatto, sono stati trovati gli anticorpi al virus e questo dimostra che anche lui è stato infettato, ma ha superato l’infezione. Probabilmente aveva un sistema immunitario migliore dell’altro gatto” ha dichiarato Giovanni Tosi, Direttore dell’Izs di Forlì, laboratorio di riferimento della regione Emilia-Romagna per l’Influenza Aviaria. “È sempre sotto osservazione da parte del servizio veterinario, ma non è più ricoverato, è tornato a casa”.

Circa un mese fa, il virus aveva colpito un piccolo allevamento di pollame e uno dei gatti che vivevano nella fattoria, a stretto contatto con i polli, dopo esser stato contagiato era deceduto. Anche un altro felino, che viveva lì a stretto contatto con il pollame, era stato infettato. Ora il gatto sta meglio ed è tornato nella fattoria.

L’informativa della Regione Emilia

“Il rischio di contrarre l’infezione è molto basso ed è legato a uno stretto e prolungato contatto con volatili infetti. Una situazione che non riguarda quindi gli animali domestici che vivono in città o in appartamento” spiega Tosi in una nota della Regione Emilia-Romagna.

L’allevamento, una piccola struttura dove sono stati abbattuti una ventina di capi a causa dell’infezione, non ha ancora riaperto: “È ancora vuoto, nel senso che ci sono ancora dei tempi da rispettare, in via precauzionale, per essere assolutamente certi che quando gli animali rientreranno sia tutto perfettamente sicuro”. 

Il focolaio, grazie ai sistemi di stretta sorveglianza sugli allevamenti, e anche per il fatto che il virus uccide in modo molto veloce – e quindi gli allevatori se ne accorgono presto – è stato rapidamente circoscritto e debellato attraverso le misure di bio-sicurezza previste in questi casi, le quali hanno interessato tutte le fattorie circostanti.
La normativa comunitaria non prevede misure di controllo specifiche per i gatti positivi all’influenza aviaria, ma per la tutela degli stessi è raccomandato che siano tenuti isolati sotto il controllo del servizio veterinario della Ausl che effettua la sorveglianza per valutare l’andamento clinico della malattia e seguire il decorso dell’infezione.
Dopo la positività nel primo gatto, proprio per circoscrivere il virus e impedirne la diffusione, il Servizio veterinario della Azienda Usl di Bologna aveva avviato esami preliminari su prelievi di sangue e tamponi sul secondo gatto che conviveva con quello risultato positivo.

CITATI: GIOVANNI TOSI
TAG: EMILIA-ROMAGNA, EMODERIVATI, GATTO, H5N1, INFLUENZA AVIARIA, IZS DELLA LOMBARDIA E DELL’EMILIA-ROMAGNA, POLLAME, VALSAMOGGIA

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