Bovini
20 Gennaio 2025L’allevatore ha liberato una mandria di 120 capi sottoposta a sequestro sanitario con casi confermati di tubercolosi e brucellosi bovina. Su di lui, pesanti accuse per violazione delle norme veterinarie e diffusione di patologie pericolose per il patrimonio zootecnico

Un allevatore del foggiano è stato denunciato dai Carabinieri Forestali per aver intenzionalmente liberato pochi giorni fa 120 bovini sottoposti a sequestro cautelativo sanitario dalla Asl Lanciano-Vasto-Chieti. I capi erano risultati positivi a infezioni gravi come tubercolosi bovina (MTBC) e brucellosi bovina (BRC), confermate dagli Istituti Zooprofilattici competenti. Nonostante l’ordine di quarantena e il divieto di movimentazione, gli animali sono stati spostati senza autorizzazione, mettendo a rischio la salute pubblica e il patrimonio zootecnico. All’uomo sono ora contestati reati che prevedono pene fino a cinque anni di reclusione.
È stato denunciato dai Militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Villa Santa Maria (Chieti), un allevatore del foggiano che, nei giorni scorsi ha intenzionalmente liberato una mandria di 120 bovini sottoposta a sequestro cautelativo sanitario da parte del servizio Veterinario della Asl 2 di Lanciano-Vasto–Chieti, diretta dal Dottor Di Paolo.
Le indagini della Forestale si erano intensificate nello scorso mese di dicembre quando, all’esito di esami ispettivi di laboratorio, ai militari è stato comunicato che le evidenze rinvenute sui bovini erano riconducibili ad infezione da Mtbc, con lesioni tubercolari di grado 5/5 (stadio di collasso delle resistenze).
Prima della liberazione dei bovidi, il servizio veterinario dell’Asl competente, con l’ausilio dei Militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Villa Santa Maria e della Stazione Carabinieri di Castiglione Messer Marino, aveva disposto l’isolamento degli animali e il divieto di entrata e di uscita degli stessi dallo stabilimento. Contestualmente, è stata avviava un’indagine epidemiologica ed è stato disposto il sequestro sanitario della mandria e la sospensione delle qualifiche sanitarie per l’attività diagnostica, al fine di effettuare le ulteriori indagini intra-vitam sul resto della mandria.
Nonostante l’allevamento fosse in quarantena fino alla conferma delle analisi per evitare ulteriori conseguenze su altri animali, così come imposto dal Regolamento di Polizia Veterinaria, i capi sono stati movimentati e ricondotti, senza autorizzazione, presso un allevamento di Apricena, in provincia di Foggia.
Tuttavia, gli esiti delle prove ufficiali per Mtbc, Brc e leucosi bovina (Leb), hanno condotto l’Istituto Zooprofilattico dell’Abruzzo e del Molise (Izsam) a confermare la positività al gamma-interferone di undici dei tredici campioni testati, mentre l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno – sezione di Portici ha confermato l’isolamento di Mycobacterium tuberculosis complex su campioni esaminati di due dei cinque bovini macellati e la positività per brucellosi bovina alla Sar di un bovino.
All’allevatore sono state quindi contestate la violazione dell’ordinanza Veterinaria, emessa per evitare la diffusione delle malattie infettive, ai sensi dell’art. 650 del c.p. e l’art 500 del c.p., per la diffusione di una malattia agli animali, pericolosa per l’economia rurale o forestale, ovvero al patrimonio zootecnico della nazione, punita con la reclusione da uno a cinque anni.
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