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01 Giugno 2024

Influenza aviaria, bovini da latte: terzo caso umano negli Stati Uniti

Negli Stati Uniti è stato registrato il terzo caso umano di influenza aviaria legato alle infezioni dei bovini da latte. Si tratta di un altro lavoratore del settore lattiero-caseario del Michigan, che presenta sintomi respiratori. I Cdc rassicurano che il rischio per il pubblico generale rimane basso

di Redazione Vet33


Influenza aviaria, bovini da latte: terzo caso umano negli Stati Uniti

Negli Stati Uniti è stato confermato un terzo caso umano di influenza aviaria ad alta patogenicità, questa volta in un lavoratore del settore lattiero-caseario del Michigan (è il secondo dello Stato). Il soggetto ha manifestato sintomi del tratto respiratorio superiore, tra cui tosse e fastidio agli occhi, ed è attualmente in isolamento domiciliare con un trattamento antivirale. I Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) hanno precisato che nessuno dei tre casi è collegato, mentre monitorano continuamente la situazione: per il momento hanno assicurato che il rischio per la popolazione generale rimane basso.


Il nuovo caso
Negli Usa, gli allevamenti di mucche da latte in cui è stata identificata la presenza del virus H5N1 sono saliti a 67 in 9 Stati. I Cdc hanno osservato in una nota che “data la diffusione negli allevamenti di vacche dell’aviaria non sarebbe una sorpresa se si manifestassero nuovi casi tra persone con un’alta esposizione agli animali”. 
Anche il terzo uomo contagiato, come nei due casi precedenti (uno in Texas e uno nel Michigan) è un lavoratore di un allevamento di bovini risultati infetti al virus. Il paziente in questione ha riferito sintomi del tratto respiratorio superiore, tra cui tosse senza febbre e fastidio agli occhi con secrezione acquosa; dopo la somministrazione di un trattamento antivirale con oseltamivir, è stato messo in isolamento domiciliare. I contatti familiari del paziente invece non hanno sviluppato alcun sintomo.

Il Vicedirettore dei Cdc, Nirav Shah, ha dichiarato che “La presenza di una sintomatologia del sistema respiratorio nel terzo contagio umano ci dice che il pericolo di esposizione al virus è più alto. È chiaro che se qualcuno tossisce è più facile che trasmetta il virus rispetto a chi, pur avendo contratto il H5N1, ha solo una infezione agli occhi”

La valutazione del rischio
I Cdc continuano a monitorare attentamente i dati disponibili provenienti dai sistemi di sorveglianza dell’influenza, in particolare negli Stati colpiti. Non è stato rilevato alcun segnale di attività influenzale insolita nelle persone, nessun aumento delle visite al pronto soccorso per influenza o del rilevamento in laboratorio di casi di influenza umana.
Sulla base delle informazioni disponibili, quindi, il nuovo caso non cambia l’attuale valutazione del rischio per la salute umana dell’influenza aviaria A (H5N1) per il pubblico generale degli Stati Uniti; poiché tutti e tre i casi sporadici hanno avuto un contatto diretto con mucche infette, il rischio per la popolazione che non è esposta ad animali infetti rimane basso.

Le precauzioni necessarie
Il nuovo caso sottolinea l’importanza delle precauzioni raccomandate nelle persone esposte ad animali infetti o potenzialmente infetti. I soggetti con esposizioni ravvicinate o prolungate e non protette a uccelli o altri animali infetti (incluso il bestiame) o ad ambienti contaminati da uccelli infetti o da altri animali infetti corrono infatti un rischio maggiore di infezione e dovrebbero prendere precauzioni.

CITATI: NIRAV SHAH
TAG: BOVINE DA LATTE, CDC, H5N1, INFLUENZA AVIARIA, MICHIGAN, STATI UNITI

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