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16 Gennaio 2024 L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna ha condotto una ricerca per valutare la sicurezza e l’impatto ambientale dell’utilizzo di droni nei trattamenti larvicidi contro le zanzare

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna “Bruno Ubertini” (Izsler) ha condotto una valutazione dei rischi per la sicurezza e per l’ambiente di trattamenti larvicidi contro le zanzare con Bacillus thuringiensis israelensis (Bti) distribuito attraverso droni. Si aprono nuovi scenari per il futuro della lotta alle zanzare.
L’analisi del rischio
L’Izsler ha ricevuto l’incarico di svolgere un’analisi dei rischi da parte della Direzione Generale dei Dispositivi Medici e del Servizio Farmaceutico del Ministero della Salute.
Attualmente, in Italia, non ci sono prodotti insetticidi autorizzati per la distribuzione con mezzi aerei. Il Ministero sta cercando di acquisire più informazioni possibili sui rischi derivanti dall’uso del drone, necessari per poter decidere in merito all’autorizzazione di tale tipologia di mezzo per la distribuzione di prodotti a base di Bti.
Il coordinamento generale dello studio è stato condotto assieme al Settore Prevenzione collettiva e Sanità pubblica della Regione Emilia-Romagna e le competenze specifiche necessarie, ciascuna individuata per l’esperienza maturata negli specifici settori. In particolare, sono stati coinvolti nella ricerca alcuni enti, tra cui il Centro Agricoltura Ambiente “G.Nicoli” Srl, Antea Srl, ISPRA, il Servizio Prevenzione e Sicurezza in Ambienti di Lavoro-AUSL della Romagna e il Settore VI Comune di Comacchio.
Gli aspetti considerati
Nello specifico, sono stati analizzati:
Lo studio condotto mediante alcune prove controllate ha dato forma ad un “Protocollo operativo” con l’obiettivo di rendere sicura la conduzione dei trattamenti larvicidi con biocidi a base di Bti contro le zanzare mediante drone.
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