Cani
04 Aprile 2023 Numerosi casi dimostrano che il trapianto di microbiota fecale potrebbe ridurre l’attività clinica dell’enteropatia cronica e limitare il ricorso agli antibiotici.

In caso di enteropatia cronica, stato patologico diffuso tra i cani, non sempre i trattamenti standard sortiscono l’effetto sperato. In simili occorrenze potrebbe essere utile ricorrere al trapianto di microbiota fecale (TMF), che in svariate circostanze si è rivelato efficace. Come dimostrato da un recente studio che ha esaminato l’esito del trapianto in 41 casi di enteropatia canina cronica. Nessuno dei cani aveva precedentemente risposto in modo soddisfacente al trattamento standard. La maggior parte dei cani ha ricevuto tre trattamenti TMF con un intervallo di 10-20 giorni, e in parallelo con il trattamento medico di mantenimento e la dieta con cui ciascun animale era già in cura. Dopo il trattamento, 31 cani su 41 presentavano una diminuzione dei segni clinici. Da 16 cani sono stati prelevati campioni fecali prima del primo FMT. I cani con una disbiosi più grave hanno risposto meno bene di quelli affetti ad una forma più lieve. Alla luce di queste evidenze, si può concludere che Il trapianto di microbiota fecale potrebbe essere un trattamento aggiuntivo valido nei cani con enteropatia cronica. Si è infatti visto non solo che l’attività clinica della malattia è stata significativamente ridotta dopo TMF sequenziale, ma che il trapianto di microbiota fecale ha avuto anche un effetto di risparmio di antibiotici in alcuni cani. Inoltre, si è avuto modo di associare a una buona risposta clinica anche il trattamento ripetuto dopo successive riacutizzazioni. Con effetti collaterali scarsi, lievi e transitori.
Clinical Effects of Faecal Microbiota Transplantation as Adjunctive Therapy in Dogs with Chronic Enteropathies—A Retrospective Case Series of 41 Dogs https://doi.org/10.3390/vetsci10040271
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