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13 Aprile 2022 Uno studio retrospettivo su 42 cavalli ha verificato che la terapia a pressione negativa delle ferite (NPWT), con lunghi periodi di applicazione, può essere utilizzata con successo per gestire vari tipi di lesioni agli arti.

Le lesioni traumatiche agli arti sono comuni negli equini. Uno studio retrospettivo si è proposto di valutare se anche per i cavalli, come per l’uomo, possa essere valida l’adozione di una terapia a pressione negativa delle ferite. Lo studio ha valutato le cartelle cliniche di 42 animali, con diverse tipologie di lesioni: 15 ossee, 14 articolari, 9 tenosinoviali, 2 muscolari e 2 cutanee. La NPWT è stata utilizzata in tre casi per aiutare la guarigione di prima intenzione mediante applicazione preoperatoria e – in sette casi – quella postoperatoria. E’ stata invece adottata per supportare, in 31 cavalli, la guarigione di seconda intenzione e - in 1 caso - la chiusura primaria ritardata. L’applicazione della NPWT è durata in media 11,5 giorni, con punte minime di due giorni e massime di 36. Nel 69% dei casi, la guarigione è stata considerata soddisfacente a giustificare la dimissione. Mentre nel 26% delle occorrenze i cavalli sono stati dimessi mentre si sarebbe dovuta continuare la NPWT. Due animali sono stati sottoposti a eutanasia dopo l'intervento chirurgico a causa del dolore incessante. La procedura è stata ben tollerata tranne che da un cavallo che ha mostrato segni di disagio alla prima applicazione. Sulla base di questi dati, si è pertanto concluso che la NPWT con lunghi periodi di applicazione può essere utilizzata con successo per gestire vari tipi di ferite agli arti.
Tommaso Launois , Pierre Louis Moor , Amelia Berthier , Natalia Merlino , Francesco Rieu , Christophe Schlotterer , Antonio Siegel , Garance Frutta , Alessandra Dugdale , Jean-Michel Vandewerd DOI: 10.1016/j.jevs.2021.103725
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