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Animali da Compagnia

01 Settembre 2026

Toelettatura pet, boom del mercato ma servono più test

Il mercato mondiale della toelettatura per animali domestici ha superato i 15 miliardi di dollari nel 2025. Una review condotta dalle università di Berna e Federico II di Napoli evidenzia vuoti normativi e la scientifica infondatezza dell’estrapolazione diretta da modelli umani nella formulazione dei prodotti

di Redazione Vet33


Toelettatura pet, boom del mercato ma servono più test

Il mercato mondiale della toelettatura per animali domestici cresce in modo esponenziale: ha superato i 15 miliardi di dollari nel 2025 e raggiungerà i 24,8 miliardi entro il 2033, con un incremento annuo del 6%, secondo l’ultimo report di Grand View Research. Non sempre, però, i prodotti impiegati risultano realmente adatti alla pelle e al pelo degli animali. Lo evidenziano i ricercatori delle Università di Berna e Federico II di Napoli in una review pubblicata sulla rivista Cosmetic and Toiletries, dedicata a formulazione, sicurezza e scienza cosmetica.

I limiti normativi e scientifici del settore

Secondo i ricercatori, la rapida espansione del settore ha superato lo sviluppo di quadri normativi e scientifici armonizzati e specifici per la cura degli animali da compagnia. Gli autori sottolineano come l’estrapolazione diretta da modelli umani sia “scientificamente infondata” e chiedono “maggiori e più approfonditi test di valutazione sull’anatomia e la fisiologia degli animali”, elencando i vuoti normativi e le valutazioni mutuate dall’uso umano tra i principali difetti del settore.

Le differenze anatomiche e fisiologiche della pelle

Cani e gatti hanno una pelle sottile e un ricambio cellulare rapido, in media ogni 20 giorni, un fattore che aumenta la suscettibilità a stress e insulti esterni. La cute è inoltre ricca di follicoli piliferi e ghiandole, elementi che facilitano l’assorbimento di sostanze.
Il pH cutaneo presenta valori differenti tra le due specie: neutro-alcalino, tra 7 e 8,5, nel cane; nel gatto invece si attesta intorno a 6, con una variabilità che influenza l’azione dei conservanti e dei tensioattivi contenuti nei detergenti, e di conseguenza il microbioma e la colonizzazione microbica cutanea.

Il rischio di alterazione del microbioma con lavaggi frequenti

Secondo lo studio, i lavaggi ripetuti possono influenzare l’idratazione e la perdita d’acqua transepidermica, e nella pratica dipendono spesso dalle preferenze del proprietario più che da una reale esigenza biologica dell’animale.

L’impiego di detergenti non delicati o un risciacquo incompleto possono alterare l’equilibrio microbico cutaneo, aumentando secchezza e irritazione. Il comportamento di leccamento del pelo, tipico di cani e gatti, facilita inoltre l’ingestione di residui di prodotto potenzialmente tossici.

Il ruolo delle fragranze e l’impatto sul benessere animale

Un ulteriore elemento critico riguarda i profumi: l’elevata sensibilità olfattiva di cani e gatti rende fragranze e composti volatili potenziali fonti di avversione o stress. Secondo gli autori, il benessere animale dovrebbe essere considerato un obiettivo integrante della formulazione dei prodotti per la cura degli animali domestici, riducendo al minimo l’avversione legata agli odori, i residui eccessivi, i tempi di asciugatura prolungati, le irritazioni oculari o respiratorie e le sensazioni tattili sgradevoli in grado di aumentare lo stress. Nei cani, in particolare, tipo di pelo, tolleranza al lavaggio, tempi di asciugatura e attrito causato dalla spazzolatura possono influenzare in modo significativo il comfort dell’animale.

TAG: BENESSERE ANIMALE, CANI, GATTI, TOELETTATURA

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