Api
19 Maggio 2025Il Centro di referenza nazionale per l’apicoltura dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie evidenzia un aumento della resistenza all’acaricida in diversi Paesi

La resistenza della varroa all’amitraz, uno degli acaricidi più utilizzati dagli apicoltori per proteggere le api da miele, è in aumento a livello globale. Uno studio pubblicato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IzsVe) ha analizzato 74 ricerche internazionali, rivelando che solo il 31,7% dei test raggiunge un’efficacia ottimale. In Francia, Stati Uniti e Argentina, gli esperti invitano a rivedere le strategie di trattamento per salvaguardare le colonie e il ruolo cruciale delle api negli ecosistemi.
Le api da miele (Apis mellifera) svolgono un ruolo cruciale nell’impollinazione delle colture agricole e nella conservazione degli ecosistemi naturali, ma la sopravvivenza delle colonie è sempre più minacciata da numerosi fattori, tra cui l’infestazione da Varroa destructor, un acaro parassita.
Per contrastare la varroa, gli apicoltori utilizzano strategie integrate, tra cui trattamenti chimici a base di acaricidi. Tra questi, l’amitraz è da anni uno dei principi attivi più utilizzati, considerato efficace e con basso rischio di sviluppo di resistenza.
Tuttavia, un recente studio realizzato dal Centro di referenza nazionale per l’apicoltura dell’IzsVe, pubblicato sulla rivista scientifica Insects, evidenzia come anche l’uso diffuso dell’amitraz stia selezionando popolazioni resistenti di varroa.
Attraverso una revisione sistematica della letteratura, sono stati selezionati 74 studi globali riguardanti l’efficacia e la resistenza all’amitraz. I risultati mostrano che solo il 31,7% dei test in laboratorio raggiunge un’efficacia superiore al 95%, valore considerato ottimale. Inoltre, test condotti in diversi Paesi – per esempio Francia, Repubblica Ceca, Usa e Argentina – segnalano un aumento progressivo dei livelli di resistenza.
Lo studio sottolinea la necessità di programmi di monitoraggio a livello nazionale e strategie di gestione più consapevoli: è fondamentale evitare un uso improprio degli acaricidi, promuovere la rotazione dei principi attivi nei trattamenti e investire nella ricerca su nuovi metodi di controllo.
Dallo studio viene evidenziata la scarsa disponibilità di dati su altri acari parassiti delle api, come Tropilaelaps spp. e Acarapis woodi, che potrebbero diventare minacce emergenti nel prossimo futuro.
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