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12 Marzo 2026

Giornata nazionale contro aggressioni ai sanitari. Nel 2025 quasi un veterinario su due ne ha subita almeno una

I dati della rilevazione promossa dall’Osservatorio nazionale sulla sicurezza delle professioni sanitarie e diffusa da Fnovi: il 47,7% dei medici veterinari che hanno risposto al questionario dichiara episodi di violenza, soprattutto verbale e nel settore privato

di Redazione Vet33


Giornata nazionale contro aggressioni ai sanitari. Nel 2025 quasi un veterinario su due ne ha subita almeno una

Quasi un medico veterinario su due dichiara di aver subito almeno un episodio di aggressione negli ultimi dodici mesi. È quanto emerge dalla rilevazione 2025 promossa dall’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie (Onseps) e diffusa dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici veterinari italiani (Fnovi). L’indagine, basata su un questionario rivolto agli iscritti agli Ordini provinciali, evidenzia come il fenomeno delle aggressioni nei confronti dei veterinari resti estremamente diffuso e non episodico.

Come funziona l’Osservatorio

L’Onseps è stato istituito presso la Direzione generale delle professioni sanitarie e delle risorse umane del Ssn del Ministero della Salute con Decreto ministeriale del 13 gennaio 2022, successivamente integrato da un decreto del 28 agosto 2025.

Tra i principali compiti dell’organismo figurano:
● monitorare gli episodi di violenza ai danni degli operatori sanitari e sociosanitari;
● analizzare gli eventi sentinella che possono generare situazioni di aggressione o minaccia;
● promuovere studi e analisi sui fattori di rischio nei contesti più esposti;
● monitorare le misure di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro;
● diffondere buone pratiche per la gestione dei conflitti e la sicurezza del personale sanitario;
● promuovere attività formative sulla comunicazione con l’utenza e sulla gestione delle situazioni critiche.

Ogni anno l’Osservatorio raccoglie dati che confluiscono in una relazione annuale poi trasmessa dal Ministro della Salute al Parlamento sul fenomeno delle aggressioni al personale sanitario.

La rilevazione promossa da Fnovi

Nel gennaio 2026 Fnovi ha informato gli Ordini provinciali dell’avvio di una nuova raccolta dati promossa dall’Osservatorio per monitorare gli episodi di violenza verificatisi nel corso dell’anno precedente.

Il questionario è stato reso disponibile online dal 26 gennaio al 6 febbraio nell’area personale degli iscritti al portale Fnovi e tutti gli iscritti agli Ordini provinciali sono stati invitati a partecipare alla sua compilazione. 

Il sistema ordinistico veterinario italiano è composto da 100 Ordini provinciali, facenti capo a Fnovi, con un totale di 35.473 medici veterinari iscritti agli Albi professionali (a dicembre 2025), di cui 18.436 donne e 17.037 uomini.

Quasi la metà dei veterinari ha subito aggressioni

Alla rilevazione hanno partecipato 201 medici veterinari. Di questi, ben 96 professionisti (47,76%) hanno dichiarato di aver subito almeno un episodio di aggressione negli ultimi dodici mesi. Il dato indica che il fenomeno non è sporadico: tra chi ha dichiarato aggressioni, la mediana è pari a due episodi, segno che per una quota significativa di professionisti si tratta di eventi ripetuti.

Le regioni più interessate

La distribuzione territoriale degli episodi mostra una maggiore concentrazione in alcune regioni. La Lombardia risulta la più interessata con 20 episodi segnalati, seguita da Toscana (13), Lazio (11), Emilia-Romagna (10), Puglia (9), Veneto (7), Piemonte e Sardegna (6 ciascuna), Friuli-Venezia Giulia (4), Marche (3), Abruzzo e Sicilia (2 ciascuna), Campania, Liguria e Umbria (1 episodio ciascuna). Non risultano segnalazioni in Basilicata, Calabria, Molise, nelle Province autonome di Bolzano e Trento e in Valle d’Aosta.

Più coinvolto il settore privato

L’indagine evidenzia che le aggressioni riguardano soprattutto i medici veterinari che operano nel settore privato. Tra i professionisti che hanno dichiarato episodi di violenza, 67 lavorano nel settore privato e 29 nel settore pubblico.

Donne e fasce d’età più colpite

Gli episodi di aggressione coinvolgono prevalentemente professioniste donne: su 96 veterinari che hanno subito violenza, 77 sono donne e 19 uomini.

Per quanto riguarda l’età, le fasce più colpite sono:
● 40–49 anni (35 professionisti)
● 30–39 anni (32 professionisti)
● 50–59 anni (23 professionisti)
Gli episodi non risparmiano tuttavia né i più giovani né i più anziani: sono stati segnalati casi anche tra veterinari under 29 e over 60.

I contesti più a rischio

I luoghi in cui si verificano più frequentemente gli episodi di violenza sono quelli caratterizzati dal contatto diretto con l’utenza.

Tra i contesti più indicati, studio, ambulatorio o laboratorio privato (58,3%). Seguono pronto soccorso veterinario (31,2%), servizi ispettivi (29,2%) e attività fuori sede (27,1%). 

L’emergere dei contesti fuori sede e ispettivi segnala un’area di rischio che richiede misure di tutela specifiche.

Violenza soprattutto verbale

La quasi totalità degli episodi segnalati riguarda aggressioni verbali (99%), ma non mancano casi più gravi come aggressioni fisiche (18,8%) e danneggiamenti o atti contro la proprietà (19,8%).

Il profilo suggerisce dinamiche spesso legate a escalation comunicative, che possono però evolvere in comportamenti più violenti.

Chi sono gli aggressori

Nel 74% dei casi l’aggressore è l’utente, cioè il proprietario dell’animale o il cliente. Sono tuttavia rilevanti anche le quote relative a parenti, caregiver o conoscenti (35,4%) ed estranei (27,1%).

Il rischio quindi non riguarda solo il rapporto diretto tra veterinario e cliente, ma anche il contesto relazionale più ampio.

Un fenomeno stabile nel tempo

Nel confronto con la rilevazione precedente si registra un aumento del campione – 201 rispondenti nel 2025 contro 137 nel 2024 – mentre la quota di medici veterinari che dichiarano aggressioni è passata dal 51,09% al 47,76%. Nonostante il lieve calo percentuale, il fenomeno resta stabile su livelli elevati, con circa un professionista su due coinvolto.

Secondo Fnovi, i dati evidenziano la necessità di rafforzare sia le misure di prevenzione, come gestione delle attese, chiarezza informativa su costi e tempi, ma anche formazione sulla comunicazione e gestione dei conflitti, sia le misure di sicurezza e tutela concreta, soprattutto nei contesti fuori sede e nelle attività ispettive dove il controllo dell’ambiente è più difficile.

TAG: AGGRESSIONI, FNOVI, MEDICI VETERINARI, ONSEPS, VIOLENZE A OPERATORI SANITARI

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