Alimentazione
13 Marzo 2026La relazione del Ministero della Salute sul Piano nazionale 2023-2027 registra 463 analisi di laboratorio e 412 campioni controllati, oltre il minimo previsto. Nessuna non conformità rilevata

Nel 2024 i controlli ufficiali sugli alimenti trattati con radiazioni ionizzanti in Italia non hanno evidenziato irregolarità. È quanto emerge dalla relazione annuale pubblicata dal Ministero della Salute sull’attuazione del Piano nazionale 2023-2027, secondo cui sono stati analizzati complessivamente 463 campioni di alimenti e ingredienti, con esito conforme alla normativa vigente. Il monitoraggio, coordinato a livello nazionale e regionale, conferma l’efficacia del sistema di vigilanza previsto dalla legislazione europea e nazionale.
Il Piano nazionale sui controlli degli alimenti irradiati
La relazione riguarda i dati raccolti nel 2024 nell’ambito del Piano nazionale di controllo sugli alimenti e sui loro ingredienti trattati con radiazioni ionizzanti, aggiornato per il periodo 2023-2027. Il programma di monitoraggio, attivo in forma strutturata dal 2015, ha l’obiettivo di verificare che gli alimenti irradiati presenti sul mercato rispettino:
● i requisiti di autorizzazione previsti dalla normativa
● le corrette modalità di etichettatura
● le condizioni di sicurezza stabilite dalla legislazione europea e nazionale.
Il sistema di raccolta dei dati si basa sulla piattaforma S.I.N.A.I., che consente di uniformare le attività di controllo delle Regioni e delle Province autonome e di garantire un flusso informativo coordinato tra le autorità coinvolte.
I risultati dei controlli nel 2024
Nel corso del 2024 le autorità sanitarie regionali hanno rendicontato 412 campioni, superando il minimo previsto dal Piano, che era pari a 358 campioni. Le analisi effettuate nei laboratori ufficiali sono state complessivamente 463.
Gli esiti dei controlli indicano 462 campioni conformi alla normativa, 0 non conformità rilevate e 1 campione con risultato non interpretabile, relativo a calamari eviscerati analizzati con una tecnica non idonea. Nel complesso, quindi, non sono state accertate irregolarità.
Controlli in aumento negli ultimi anni
Il numero dei campioni sottoposti a verifica mostra un trend di crescita negli ultimi anni: nel 2020 sono stati controllati 375 campioni, 351nel 2021, 387 nel 2022, 405 nel 2023 e 412 nel 2024.
Dopo una flessione nel 2021, l’attività di controllo è progressivamente aumentata, con un livello di campionamento sempre superiore a quello minimo previsto. Nel contesto europeo, l’Italia risulta tra i Paesi più attivi nel monitoraggio: è seconda per numero di campioni analizzati, preceduta solo dalla Germania.
Quali alimenti vengono controllati
Il Piano nazionale stabilisce specifiche percentuali di campionamento per le diverse categorie di alimenti.
Per i prodotti di origine animale la ripartizione prevista è:
● cosce di rana: 30%
● pesci: 30%
● molluschi: 15%
● crostacei: 15%
● pollame: 10%.
Nel 2024 i campioni analizzati sono stati 72 pesci, 54 molluschi, 39 crostacei, 29 cosce di rana e 23 pollame.
Per i prodotti di origine vegetale il piano prevede controlli su:
● erbe aromatiche e spezie (40%)
● funghi essiccati (15%)
● frutta secca o essiccata (15%)
● frutta fresca (15%)
● legumi secchi (10%)
● aglio e cipolle (5%).
Tra i campioni analizzati figurano 80 erbe aromatiche e spezie, 58 frutta secca, 29 funghi essiccati, 27 frutta fresca, 21 legumi secchi, 14 aglio e cipolle.
A cosa serve l’irradiazione degli alimenti
Il trattamento con radiazioni ionizzanti è utilizzato in ambito alimentare per diversi scopi tecnologici e sanitari; i principali sono:
● eliminare microrganismi, virus, batteri o insetti
● prevenire la germinazione di alcuni prodotti vegetali, come patate, cipolle e aglio
● rallentare la maturazione di frutta e verdura
● prolungare la shelf life degli alimenti.
In Italia il trattamento può essere effettuato in un solo stabilimento autorizzato, la Sterigenics Italy Spa. Gli alimenti irradiati devono inoltre riportare un’etichettatura obbligatoria che indichi chiaramente il trattamento.
Il quadro normativo
La disciplina di riferimento è rappresentata dal decreto legislativo 30 gennaio 2001 n. 94, che recepisce le direttive europee 1999/2/Ce e 1999/3/Ce sul trattamento degli alimenti con radiazioni ionizzanti.
A livello europeo è in corso anche il recepimento della direttiva Ue 2024/2839, che semplifica gli obblighi di comunicazione dei dati relativi ai controlli ufficiali.
I dati raccolti confluiscono inoltre nel sistema di reporting previsto dal Regolamento Ue 2019/723, nell’ambito del Piano di controllo nazionale pluriennale (PNCP) sulla sicurezza alimentare.
Le criticità rilevate durante i controlli
Pur in assenza di non conformità, la relazione segnala alcune criticità operative emerse durante le attività di campionamento, tra cui:
● campionamento di matrici non previste dal Piano
● numero insufficiente di campioni di cosce di rana rispetto alle percentuali previste
● utilizzo non sempre corretto dei metodi analitici.
Si tratta di aspetti che potranno essere migliorati nelle successive attività di monitoraggio.
Il contesto europeo
Secondo l’ultima relazione della Commissione europea, i prodotti più frequentemente irradiati nell’Unione sono:
● cosce di rana (76,4%)
● pollame (11,9%)
● erbe aromatiche e spezie (11,6%).
Nel complesso, il volume di alimenti irradiati nell’Ue è in calo dal 2010, mentre le attività di controllo restano un elemento centrale delle politiche di sicurezza alimentare.
I dati del 2024 confermano quindi che il sistema italiano di vigilanza sugli alimenti irradiati è attivo e capillare, con un livello di controlli elevato e senza irregolarità accertate.
TAG: ALIMENTI IRRADIATI, MINISTERO DELLA SALUTESe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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