Professione
12 Marzo 2026Nella Giornata nazionale contro le aggressioni agli operatori sanitari il sindacato dei veterinari pubblici chiede che le garanzie previste dalla legge siano estese anche ai professionisti che svolgono attività ispettive fuori dalle strutture sanitarie

In occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, che si celebra il 12 marzo, il Sindacato Italiano Veterinari Medicina Pubblica (SIVeMP) richiama l’attenzione sulle aggressioni ai danni dei medici veterinari del Servizio sanitario nazionale (Ssn) impegnati nei controlli ufficiali. Secondo il sindacato, le tutele previste dalla normativa non coprono adeguatamente i professionisti che svolgono attività ispettive in contesti esterni alle strutture sanitarie, come allevamenti, macelli o impianti industriali.
Aggressioni durante le attività di controllo
La Giornata nazionale è stata istituita nel 2020 con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul rispetto degli operatori sanitari e sull’importanza di prevenire episodi di violenza fisica e verbale nei loro confronti.
Tuttavia, secondo il SIVeMP, alcune categorie di sanitari restano di fatto escluse dalle specifiche tutele previste dalla normativa, in particolare dalla legge 171/2024. Tra queste figurano i medici veterinari che svolgono attività ispettive e di vigilanza al di fuori delle strutture sanitarie, presso strutture private come allevamenti, impianti industriali, canili sanitari,
Questi professionisti operano spesso in contesti potenzialmente conflittuali, dove non sono rari episodi di intimidazione o aggressione durante le attività di controllo ufficiale.
Gravi episodi nei macelli
Negli ultimi anni si sono verificati anche episodi particolarmente gravi, come tentativi di strangolamento, minacce con coltelli e danneggiamenti di beni personali ai danni di veterinari impegnati nei controlli ufficiali nei macelli.
Secondo il sindacato, si tratta di atti intimidatori che assumono in alcuni casi caratteristiche di vera e propria violenza di stampo criminale.
Accanto alla violenza fisica emerge inoltre una dimensione più recente del fenomeno: l’odio digitale, con campagne di delegittimazione e attacchi sui social network rivolti ai professionisti che adottano provvedimenti prescrittivi o sanzionatori nell’esercizio delle proprie funzioni.
“I veterinari del Ssn svolgono un ruolo fondamentale nella tutela della salute pubblica e della sicurezza alimentare, spesso operando in contesti complessi e potenzialmente conflittuali” afferma Aldo Grasselli, Segretario nazionale del SIVeMP. “Gli episodi di aggressione e intimidazione che si stanno verificando dimostrano quanto sia necessario estendere pienamente le tutele previste dalla Legge per garantire loro le stesse tutele previste per tutti gli altri operatori sanitari. Chi esercita funzioni di controllo e vigilanza per conto dello Stato non può essere lasciato senza adeguate protezioni”.
Aggressioni spesso invisibili
Secondo il sindacato, l’attenzione del legislatore si è concentrata prevalentemente sui professionisti che operano all’interno delle strutture sanitarie, impegnati soprattutto nell’assistenza e nella cura ai pazienti.
Questa impostazione si riflette anche nei sistemi di monitoraggio delle aggressioni, che rendono più difficile rilevare e registrare gli episodi di violenza subiti dai medici veterinari impegnati nei controlli sul territorio. Il risultato è che molti casi rischiano di restare sottostimati o invisibili nei dati ufficiali.
Per contribuire a far emergere la reale dimensione del problema, il SIVeMP ha deciso di avviare un’indagine tramite questionario online, che resterà disponibile sul sito dell’organizzazione per tutto il 2026. L’obiettivo è raccogliere informazioni sugli episodi di aggressione e intimidazione subiti dai medici veterinari durante le attività ispettive e di controllo.
CITATI: ALDO GRASSELLI“Conoscere la reale dimensione del problema è il primo passo per adottare misure efficaci di prevenzione e sicurezza”, conclude Grasselli. “Difendere chi tutela la salute pubblica significa difendere l’interesse di tutti i cittadini”.
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