Professione
18 Febbraio 2026Dopo le critiche di Fnovi e Anmvi sulla competenza esclusiva degli Ordini in materia deontologica, la Giunta senese sostituisce l’atto. Disciplinati solo i rapporti convenzionali con i medici veterinari del Palio

Il Comune di Siena ha sostituito integralmente la delibera del 10 febbraio 2026 con cui era stato approvato un “Codice deontologico del medico veterinario” per i professionisti impegnati nelle Commissioni veterinarie del Palio. La decisione arriva dopo le contestazioni delle organizzazioni professionali, che hanno ribadito come la materia deontologica sia di esclusiva competenza degli Ordini e della Federazione nazionale, aprendo un confronto istituzionale sulla legittimità dell’iniziativa comunale.
Il confronto istituzionale sul Codice deontologico
La vicenda nasce dall’approvazione, da parte della Giunta comunale di Siena, di un documento volto a disciplinare doveri e responsabilità dei medici veterinari coinvolti nelle attività del Palio, con l’obiettivo dichiarato di garantire imparzialità e integrità nell’operato delle Commissioni veterinarie.
L’atto ha tuttavia suscitato immediate perplessità tra le sigle professionali nazionali. La Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (Fnovi) ha inviato una comunicazione formale al Comune, sottolineando che la definizione delle norme deontologiche rientra esclusivamente nelle prerogative degli Ordini professionali e della Federazione, mentre l’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (Anmvi) ha parlato di “indebito eccesso regolatorio”, invitando l’amministrazione a riconsiderare il provvedimento.
A rafforzare il dibattito istituzionale è intervenuta anche la consigliera comunale Monica Casciaro (Siena Sostenibile), che ha depositato un’interrogazione chiedendo chiarimenti urgenti sulle basi normative che avrebbero consentito a un ente locale di definire obblighi etici per professionisti iscritti a un albo.
I dubbi sulla legittimità giuridica dell’atto
Il nodo centrale della controversia riguarda il confine tra l’autonomia organizzativa del Comune nella gestione del Palio e le competenze di legge attribuite agli Ordini professionali in materia disciplinare e deontologica.
Le organizzazioni veterinarie hanno evidenziato come l’utilizzo della denominazione “Codice deontologico” potesse generare sovrapposizioni interpretative con il Codice nazionale vigente, creando incertezza sul piano giuridico e professionale. Da qui la richiesta di sospensione e revisione dell’atto, per evitare possibili contenziosi e preservare l’assetto ordinistico previsto dalla normativa.
La modifica della delibera e il ritiro del riferimento deontologico
A seguito delle interlocuzioni con Fnovi e con l’Ordine dei medici veterinari di Siena, la Giunta comunale ha approvato la sostituzione integrale della deliberazione contestata. Il nuovo atto elimina ogni riferimento alla deontologia veterinaria, chiarendo che tali profili restano regolati dalla normativa vigente e di competenza esclusiva dell’Ordine professionale.
Come spiegato dal sindaco Nicoletta Fabio, l’obiettivo dell’amministrazione è ora limitato alla definizione delle regole di ingaggio tra Comune e professionisti coinvolti nelle attività del Palio, senza incidere sugli aspetti etici e disciplinari della professione.
Disciplinati solo i rapporti tra Comune e veterinari del Palio
Il provvedimento aggiornato stabilisce che, “al momento della sottoscrizione degli atti convenzionali con i medici veterinari, il Comune di Siena disciplinerà esclusivamente i rapporti contrattuali e organizzativi”. Le clausole previste riguarderanno incompatibilità, inconferibilità, conflitti di interesse, obblighi di riservatezza, rapporti con la stampa e doveri connessi all’incarico, con l’obiettivo di garantire la piena terzietà dei professionisti.
L’amministrazione comunale ha ribadito che l’iniziativa si inserisce nella tutela del Palio, considerato patrimonio storico e culturale della città, e nella volontà di migliorare la trasparenza e la correttezza delle attività connesse alla manifestazione.
Un precedente per i rapporti tra enti locali e professioni ordinistiche
La vicenda rappresenta un caso del delicato equilibrio tra potestà regolatoria degli enti locali e autonomia delle professioni ordinistiche. Il confronto avviato tra Comune, Fnovi e Ordine provinciale ha consentito una revisione dell’atto in senso conforme al quadro normativo vigente, evitando lo spostamento del contenzioso in sede giudiziaria.
Resta tuttavia aperto il tema della definizione dei confini tra regolamentazione amministrativa delle attività pubbliche e disciplina deontologica delle professioni sanitarie, con implicazioni che potrebbero estendersi anche ad altri contesti istituzionali in cui operano medici veterinari incaricati da enti pubblici.
CITATI: MONICA CASCIARO, NICOLETTA FABIOSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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