Farmaci
18 Febbraio 2026Il nuovo rapporto congiunto Efsa-Ecdc evidenzia livelli ancora diffusi di resistenza in Salmonella e Campylobacter, con segnali di miglioramento in alcuni Paesi. Necessario rafforzare l’approccio One Health per tutelare l’efficacia degli antimicrobici

La resistenza antimicrobica (Amr) nei principali batteri di origine alimentare, come Salmonella e Campylobacter, continua a rappresentare una minaccia per la salute pubblica in tutta l’Europa, secondo il nuovo rapporto congiunto dell’Autorità europea sulla sicurezza alimentare (Efsa) e del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), che evidenzia progressi in alcuni Paesi ma conferma livelli di resistenza ancora diffusi negli animali da produzione alimentare e nell’uomo.
Resistenza antimicrobica ancora diffusa in Salmonella e Campylobacter
Il rapporto congiunto Efsa-Ecdc conferma che Amr nei batteri alimentari resta un problema rilevante per la salute pubblica europea. In particolare, una quota elevata di ceppi di Salmonella e Campylobacter isolati sia nell’uomo sia negli animali destinati alla produzione alimentare (dpa) mostra resistenza alla ciprofloxacina, un antimicrobico fondamentale per il trattamento delle infezioni gravi nell’uomo. Questo dato è considerato preoccupante perché limita le opzioni terapeutiche disponibili.
Se la resistenza alla Salmonella negli alimenti di origine animale è sempre stata alta negli anni, la resistenza nell’uomo ha subìto un incremento in tempi recenti.
Nel caso di Campylobacter, la resistenza alla ciprofloxacina è ormai così diffusa in Europa che il suo utilizzo non è più raccomandato per il trattamento delle infezioni umane, mentre per salvaguardarne l’efficacia in medicina umana sono state introdotte restrizioni sull’uso negli animali.
Resistenze diffuse anche ad antibiotici comunemente utilizzati
Oltre alla ciprofloxacina, molti isolati di Salmonella e Campylobacter presentano resistenza ad antimicrobici di uso comune come ampicillina, tetracicline e sulfonamidi.
Un ulteriore elemento di attenzione riguarda la rilevazione, in diversi Paesi europei, di ceppi di E. coli produttori di carbapenemasi negli animali dpa e nelle carni. I carbapenemi rappresentano antibiotici di ultima linea per l’uomo e non sono autorizzati negli animali da reddito. L’aumento delle segnalazioni richiede quindi ulteriori indagini per identificarne le fonti.
Segnali incoraggianti: calo della resistenza in alcuni contesti
Nonostante il quadro complessivamente critico, il rapporto evidenzia anche segnali positivi. Diversi Paesi hanno registrato una riduzione della resistenza ad alcuni antimicrobici nel tempo, dimostrando l’efficacia delle politiche di uso prudente dei farmaci.
Per Salmonella, la resistenza ad ampicillina e tetracicline nei casi umani è diminuita significativamente nell’ultimo decennio in numerosi Stati membri. Trend analoghi sono stati osservati anche negli animali dpa, con un calo della resistenza alle tetracicline nei polli da carne e all’ampicillina e alle tetracicline nei tacchini.
Per Campylobacter, la resistenza all’eritromicina (trattamento di prima linea nelle infezioni umane) è diminuita in diversi Paesi sia nell’uomo sia in alcune specie animali.
Il rapporto, inoltre, segnala che la resistenza combinata a più antimicrobici di importanza critica resta generalmente bassa in Salmonella, Campylobacter ed E. coli, ma alcuni progressi registrati in passato stanno rallentando. In particolare, nei ceppi di E. coli isolati dal pollame, i livelli di resistenza ad alcune sostanze si sono stabilizzati invece di continuare a diminuire.
Le differenze tra Paesi, batteri e molecole riflettono modalità diverse di utilizzo degli antimicrobici, pratiche di allevamento, misure di sanità animale e strategie di prevenzione delle infezioni.
Approccio One Health fondamentale
Il rapporto sottolinea il legame stretto tra salute umana, animale e sistemi alimentari, evidenziando la necessità di un’azione coordinata secondo l’approccio One Health. I batteri alimentari resistenti possono infatti trasmettersi dagli animali e dagli alimenti all’uomo, causando infezioni difficili da trattare.
Per contrastare la diffusione dell’Amr è quindi essenziale promuovere un uso responsabile degli antimicrobici in tutti i settori, rafforzare la prevenzione delle infezioni, migliorare la salute animale e garantire elevati standard di sicurezza alimentare.
Solo attraverso interventi integrati e continui sarà possibile rallentare l’emergere e la diffusione dei batteri resistenti, preservando l’efficacia degli antibiotici e tutelando la salute pubblica in tutta Europa.
TAG: AMR, ANTIBIOTICI, CAMPYLOBACTER, E. COLI, ECDC, EFSA, RESISTENZA ANTIMICROBICA, SALMONELLASe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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