Professione
18 Febbraio 2026Approvati nel Milleproroghe gli emendamenti che consentono la coesistenza temporanea tra formulario cartaceo e digitale e che rinviano le sanzioni per la mancata trasmissione dei dati

Via libera delle Commissioni Affari costituzionali e Bilancio agli emendamenti al Decreto Milleproroghe che rinviano l’obbligo esclusivo del Formulario Identificativo dei Rifiuti (FIR) digitale nell’ambito del Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti (RENTRI). Fino al 15 settembre 2026 sarà possibile continuare a utilizzare anche il formulario cartaceo e, nello stesso periodo, restano sospese le sanzioni per la mancata o incompleta trasmissione dei dati relativi alla tracciabilità dei rifiuti.
La proroga del FIR cartaceo
Gli emendamenti approvati intervengono sul calendario di piena operatività del RENTRI, modificando le tempistiche previste dal regolamento attuativo (decreto 4 aprile 2023, n. 59). In particolare, viene consentita fino al 15 settembre 2026 la coesistenza tra formulario di identificazione dei rifiuti in formato cartaceo e digitale.
La misura risponde alle esigenze delle imprese obbligate ad aderire al RENTRI, che necessitano di un periodo transitorio per adeguarsi sul piano informatico e organizzativo al nuovo sistema di tracciabilità. L’adozione esclusiva del FIR digitale era inizialmente prevista dal 13 febbraio 2026; con la proroga si introduce una fase di transizione di circa sei mesi per garantire un passaggio graduale al regime digitale.
Sanzioni rinviate per la fase di prima applicazione
Un secondo emendamento incide sulla disciplina sanzionatoria prevista dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, stabilendo che, in sede di prima applicazione del sistema, le sanzioni relative alla mancata o incompleta trasmissione dei dati contenuti nei formulari di identificazione rifiuti non si applicheranno prima del 15 settembre 2026.
La sospensione riguarda esclusivamente gli obblighi di trasmissione dei dati, per evitare un impatto sanzionatorio immediato su imprese e operatori ancora in fase di adeguamento al nuovo sistema digitale.
Reset delle tempistiche sulla piena operatività del Registro
Gli emendamenti incidono anche sull’assetto regolatorio complessivo del RENTRI, abrogando la tempistica originariamente prevista per l’emanazione di un ulteriore decreto ministeriale necessario alla piena operatività del sistema. Di fatto, ciò comporta un “reset” delle progressioni cronologiche previste per l’entrata a regime del nuovo Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti.
Iter parlamentare
Le proposte emendative, presentate in prima istanza dal deputato Gianpiero Zinzi (Lega), hanno raccolto contributi e firme anche da parte di parlamentari dell’opposizione, in un contesto inizialmente caratterizzato da perplessità del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.
Il pacchetto di modifiche è stato approvato nell’ambito dell’esame del DL 200/2025 (Milleproroghe), attualmente in corso di conversione in legge alla Camera. Se confermate nel testo definitivo, le nuove disposizioni ridisegneranno il calendario di transizione verso la completa digitalizzazione della tracciabilità dei rifiuti, introducendo un periodo di adattamento ritenuto cruciale per la piena implementazione del RENTR
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