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02 Novembre 2026

Mixomatosi variante Toledo, il Veneto ferma la caccia alla lepre

La malattia è stata rilevata in tutte le province tranne Belluno. Oltre alla sospensione venatoria in 12 ambiti fino al 30 novembre, la Regione vieta su tutto il territorio cattura, trasferimento e rilascio di lepri


Mixomatosi variante Toledo, il Veneto ferma la caccia alla lepre

La circolazione della mixomatosi legata alla variante virale Toledo ha portato la Regione Veneto a sospendere il prelievo venatorio della lepre comune dal 31 ottobre al 30 novembre 2026, in dodici Ambiti territoriali di caccia e in un Comprensorio alpino. Un secondo provvedimento riguarda l’intero territorio regionale. Sono vietati la cattura, il trasferimento e l’immissione in natura di lepri a fini di ripopolamento, comprese quelle provenienti dall’estero. Il virus è già presente in tutte le province venete tranne Belluno.

Cosa prevedono i due provvedimenti regionali contro la mixomatosi

Le misure si muovono su due livelli. Il primo è circoscritto alle aree più colpite. Riguarda dodici Ambiti territoriali di caccia (ATC) e un Comprensorio alpino, dove la caccia alla lepre comune resta sospesa fino al 30 novembre. Il secondo vale per tutta la regione e blocca i movimenti di animali. Non si possono catturare, spostare né liberare lepri a scopo di ripopolamento, nemmeno se importate da altri Paesi.

L’obiettivo dichiarato è doppio. Si vuole frenare la diffusione della variante Toledo e proteggere le popolazioni di lepre europea (Lepus europaeus), una specie in cui la malattia può causare una mortalità rilevante.

Dove circola il virus: la mappa provinciale

Il quadro epidemiologico è stato presentato il 22 ottobre in una riunione tecnica. Vi hanno partecipato i Servizi veterinari regionali, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) e i Centri di riferimento. Dai dati emerge che la mixomatosi è stata rilevata in tutte le province del Veneto, con la sola eccezione di Belluno. Anche questa provincia è però considerata esposta, perché confina con le aree interessate.

Secondo quanto comunicato, il virus circola tra conigli e lepri e riguarda sia esemplari selvatici sia animali di allevamento.

Il rischio legato alla movimentazione degli animali

La Regione considera lo spostamento degli animali il principale fattore da controllare in questa fase. Lo spiega l’assessore all’Agricoltura, alla Caccia e alla Pesca del Veneto, Dario Bond: «In questa fase la priorità è evitare che la movimentazione degli animali contribuisca a diffondere ulteriormente il virus».

Bond chiede di agire con prudenza e rapidità davanti a una malattia capace di mettere in difficoltà le popolazioni selvatiche. Ritiene inoltre che non si debbano immettere animali in natura senza garanzie sufficienti sul loro stato sanitario. Da qui deriva lo stop ai ripopolamenti su scala regionale.

Sorveglianza rafforzata: cosa segnalare ai servizi veterinari

In parallelo, le aziende sanitarie hanno potenziato la sorveglianza dei servizi veterinari. È stata avviata anche una campagna informativa rivolta a cacciatori, operatori faunistici e agricoltori. Le segnalazioni attese riguardano tre situazioni: il ritrovamento di lepri morte o moribonde e la presenza di esemplari con sintomi compatibili con la mixomatosi. La rapidità delle segnalazioni è considerata decisiva per seguire l’evoluzione della malattia sul territorio.

Perché il Veneto è un’area sensibile per la filiera cunicola

Il contesto produttivo rende la situazione particolarmente delicata. Secondo i dati riportati, il Veneto produce circa il 40% della carne di coniglio e lepre italiana. La quota maggiore si concentra in provincia di Treviso, che da sola vale circa il 20% del totale nazionale, seguita da Padova e Vicenza.

CITATI: DARIO BOND
TAG: LEPRI, MIXOMATOSI, REGIONE VENETO, VARIANTE TOLEDO

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