Alimentazione
01 Maggio 2026Il Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare ha adottato il 30 marzo 2026 il Piano di Programmazione Triennale 2026-2028, elaborato con le Direzioni Generali competenti del Ministero della Salute. Sette le aree prioritarie: da micro e nanoplastiche agli interferenti endocrini, dai rischi dell’economia circolare alla disfagia nei pazienti vulnerabili

Pfas, residui di pesticidi e farmaci veterinari valutati insieme come miscele. Micro e nanoplastiche negli alimenti, con sviluppo di strumenti informativi per i cittadini. Rischi emergenti dall’economia circolare. Sicurezza delle diete a consistenza modificata per i pazienti con disfagia. Sono alcune delle sette aree prioritarie su cui si concentrerà il lavoro del Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare (Cnsa) nei prossimi tre anni. Il Piano di Programmazione Triennale 2026-2028, adottato il 30 marzo dalla Sezione 1 definisce le linee di indirizzo scientifico e le priorità tematiche per la valutazione del rischio alimentare in Italia, in un quadro integrato One Health e nel rispetto del principio di separazione tra valutazione e gestione del rischio sancito dal Regolamento (Ce) 178/2002.
Il Piano individua sette ambiti su cui specifici gruppi di lavoro produrranno pareri scientifici nel triennio. L’approccio è integrato e trasversale, con il paradigma One Health a fare da cornice metodologica.
1. Modelli di dieta mediterranea: attenzione ai rischi microbiologici e chimici delle preparazioni tradizionali e delle conserve domestiche.
2. Metainfiammazione: analisi del ruolo dei contaminanti alimentari nei meccanismi infiammatori cronici, con approfondimento sul microbioma intestinale.
3. Micro e nanoplastiche negli alimenti: valutazione delle incertezze scientifiche sull’esposizione umana e sviluppo di strumenti informativi per i cittadini, anche in prospettiva di un futuro mandato dell’European Food Safety Authority (Efsa).
4. Pericoli emergenti dall’economia circolare e prevenzione degli sprechi: identificazione dei rischi chimici, microbiologici e fisici derivanti dall’impiego di materiali recuperati e da pratiche di riduzione degli sprechi lungo la filiera agroalimentare.
5. Metodi di cottura: valutazione della formazione di composti nocivi in relazione alle diverse tecniche di cottura, con raccomandazioni per la popolazione.
6. Disfagia: definizione di criteri nazionali per la sicurezza reologica delle diete a consistenza modificata destinate a pazienti vulnerabili.
7. One Health e interferenti endocrini nella filiera alimentare: valutazione integrata dell’esposizione dietetica a Pfas, residui di pesticidi e farmaci veterinari, con approccio a miscele e attenzione alle popolazioni vulnerabili.
Il Piano si inserisce nel quadro definito dal Regolamento (Ce) n. 178/2002 e ribadisce il principio di separazione funzionale tra valutazione e gestione del rischio, elemento cardine dell’indipendenza scientifica del Comitato. I pareri scientifici prodotti dai gruppi di lavoro costituiranno la base per le attività di comunicazione del rischio, sviluppate in sinergia con la Sezione 2 del Cnsa, la componente consultiva che rappresenta le associazioni dei consumatori e dei produttori. La programmazione prevede un aggiornamento annuale.
TAG: CNSA, DIETA MEDITERRANEA, DISFAGIA, ECONOMIA CIRCOLARE, EFSA, METAINFIAMMAZIONE, METODI DI COTTURA, MICROPLASTICHE, MINISTERO DELLA SALUTE, ONE HEALTH, PFAS, SICUREZZA ALIMENTARE, SPRECHI ALIMENTARISe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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