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30 Aprile 2026Il Vicepresidente Anmvi Massimo Magri è intervenuto in audizione alla XIII Commissione Agricoltura della Camera nell’ambito dell’esame delle proposte di legge per il riconoscimento degli equidi come animali di affezione

Alla XIII Commissione Agricoltura della Camera ci sono quattro proposte di legge in discussione per riconoscere gli equidi come animali di affezione. Un iter legislativo che l’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (Anmvi) segue con attenzione e con alcune riserve tecniche precise. Il 29 aprile, il Vicepresidente con delega agli equidi, Massimo Magri, è intervenuto in audizione chiedendo che le scelte normative siano coerenti con le evidenze scientifiche e con la realtà operativa del settore. La proposta principale dell’Associazione è istituire una Commissione interministeriale permanente per la tutela degli equidi, con il coinvolgimento della Società Italiana dei Veterinari per Equini (Sive). Ma ci sono anche tre criticità: il divieto di macellazione rischia di compromettere la sopravvivenza economica degli allevamenti di razze autoctone minori; un nuovo registro anagrafico duplicherebbe inutilmente quanto già esistente nella Banca Dati Nazionale; le norme sui farmaci rischiano di sovrapporsi a un sistema di tracciabilità già avanzato grazie alla REV.
La XIII Commissione Agricoltura della Camera sta esaminando quattro proposte di legge recanti “Norme per la tutela degli equidi e loro riconoscimento come animali di affezione”: C. 48 Brambilla, C. 2187 Zanella, C. 2270 Cherchi e C. 2585 Evi. Nel ciclo di audizioni informali, l’Anmvi è stata sentita insieme a Ente nazionale protezione animali (Enpa), Lega italiana difesa animali e ambiente (LEIDAA), Essere Animali, Anima Equina, Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise, Clinica Equina Bagnarola e Associazione nazionale razze equine e asinine italiane (ANAREAI).
Il Vicepresidente Anmvi Massimo Magri ha aperto il proprio intervento con una premessa metodologica: “Il coinvolgimento della professione veterinaria in questo dibattito è fondamentale per garantire che le scelte normative siano coerenti con le evidenze scientifiche e con la realtà operativa del settore”.
La pdl C. 48 Brambilla prevede la creazione di una Commissione Tecnica per la tutela degli Equini presso il Ministero della Salute, con la partecipazione della Sive, confederata Anmvi, riconosciuta dal Ministero della Salute, con oltre 800 soci ippiatri. Anmvi esprime favore per questa iniziativa, chiedendo però di potenziarne il mandato con l’inclusione di consultazioni sulla disponibilità e l’utilizzo di medicinali veterinari nel quadro della normativa UE, e requisiti strutturali su custodia e detenzione degli equidi.
Sul divieto di macellazione degli equidi, la posizione Anmvi è netta sul piano delle conseguenze pratiche. In Italia esiste un patrimonio di razze equine autoctone numericamente limitate, la cui sopravvivenza è strettamente legata alla sostenibilità economica degli allevamenti. La possibilità di destinare alla macellazione i cavalli allevati costituisce una delle leve economiche che rendono sostenibile la filiera.
“Si tratta di una misura che, pur animata da finalità condivisibili, rischia paradossalmente di compromettere la biodiversità equina nazionale”, ha spiegato Magri. Un effetto controproducente che merita una valutazione d’impatto prima di tradursi in norma.
Sul proposto Registro Anagrafico degli equini, Anmvi segnala che si tratta di una duplicazione rispetto a quanto già esistente. L’anagrafe equina è integrata nella Banca Dati Nazionale, insieme alle altre specie animali, e prevede già l’identificazione obbligatoria tramite microchip. Un ulteriore registro comporterebbe un aggravio burocratico per operatori e autorità competenti, oltre al rischio di disallineamenti nella gestione dei dati.
Le norme proposte sull’utilizzo di farmaci negli equidi rischiano di generare sovrapposizioni con un sistema di tracciabilità già avanzato grazie alla REV. Sul divieto di gonadotropina sierica equina (PMSG/eCG) previsto dalla pdl C. 2585, Anmvi sottolinea che si tratta di un tema di portata europea, già oggetto di una risoluzione del Parlamento Europeo nel 2018 e di un mandato all’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) per un parere scientifico. L’Associazione supporta la protezione delle cavalle donatrici e la ricerca di alternative, in linea con le rappresentanze veterinarie europee, e auspica un intervento della Commissione Europea.
Le proposte su svezzamento dei puledri ed età agonistica, prima di essere eventualmente normate, devono essere verificate rispetto alle attuali conoscenze scientifiche. La futura Commissione Tecnica interministeriale sarebbe la sede appropriata per questa valutazione. Anmvi richiama inoltre l’esigenza di una valutazione d’impatto su divieti che potrebbero isolare l’Italia dai circuiti globali, con conseguenze sulla competitività del settore e sull’occupazione collegata.
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