Normative
07 Aprile 2026Il Brasile introduce l’affido condiviso degli animali domestici nelle separazioni: giudice competente in caso di disaccordo, criteri chiari e stop nei casi di violenza

Il Brasile ha approvato una nuova normativa che consente alle coppie separate di ottenere l’affido condiviso degli animali domestici anche per via giudiziaria. Il provvedimento, nato dall’aumento delle controversie legate ai pet, stabilisce che in assenza di un accordo sarà un giudice a definire tempi, modalità di custodia e ripartizione delle spese, con criteri basati sulla capacità di cura e sul benessere dell’animale. Restano esclusi i casi che coinvolgono violenza domestica o maltrattamenti.
In Brasile è stata approvata una normativa che introduce la possibilità di affido condiviso degli animali domestici nei casi di separazione o divorzio. La legge, riportata da Bbc Brasil, riconosce il ruolo crescente dei pet nella vita familiare e interviene su un tema sempre più frequente nei tribunali del Paese.
Il testo stabilisce che, in mancanza di un accordo tra le parti, sarà un giudice a decidere la gestione della custodia e la ripartizione delle spese di mantenimento. La norma si applica quando il cane o il gatto ha trascorso la maggior parte della propria vita con la coppia.
Il decreto legge 941/2024, approvato dal Senato il 31 marzo 2026, disciplina nel dettaglio i criteri che guideranno il magistrato in caso di disaccordo:
● capacità di cura dei partner
● disponibilità di tempo
● condizioni abitative
● situazione economica
● contesto in cui vivrà l’animale
Il giudice dovrà individuare una soluzione equilibrata, orientata al benessere dell’animale e delle persone coinvolte. Il testo ora attende la ratifica della Presidenza della Repubblica.
La legge definisce anche la gestione economica dell’affido: le spese quotidiane (alimentazione, igiene) sono a carico di chi ha l’animale in quel periodo, mentre i costi straordinari (visite veterinarie, ricoveri, farmaci) vengono divisi equamente.
La custodia può essere revocata senza indennizzo in caso di rinuncia, mancato rispetto delle condizioni stabilite o episodi di violenza.
La normativa esclude dall’affido condiviso le situazioni in cui uno dei partner abbia:
● precedenti di violenza domestica
● episodi di maltrattamento animale
● comportamenti che possano mettere a rischio il pet
In questi casi, la proprietà e la gestione dell’animale vengono attribuite alla persona non coinvolta in condotte violente. Chi ha commesso il maltrattamento non ha diritto a risarcimenti ed è responsabile dei debiti insoluti fino alla conclusione dell’accordo.
Il provvedimento non modifica la definizione giuridica degli animali come “cose” o “oggetti di proprietà”. Tuttavia, introduce un correttivo: la gestione dell’animale dopo la separazione segue i principi del diritto di famiglia, non quelli relativi ai beni mobili.
Durante i lavori parlamentari è emerso chiaramente che il testo non interviene sullo status giuridico dell’animale, ma riconosce che il legame affettivo “va oltre la mera posse di un oggetto inanimato”.
La proposta è stata presentata dalla deputata federale Laura Carneiro e relazionata dal senatore Veneziano Vital do Rêgo, che ha ricordato come la Commissione Costituzione e Giustizia del Senato abbia espresso parere favorevole prima del voto in plenaria.
Secondo il Parlamento brasiliano, la norma risponde ai cambiamenti sociali degli ultimi anni. Le coppie, spesso con meno figli, sviluppano legami sempre più stretti con i propri animali, considerati veri membri della famiglia.
Il Brasile conta circa 160 milioni di animali domestici, un numero che supera di gran lunga quello dei minori di 14 anni (circa 40 milioni). Il dato evidenzia il peso crescente dei pet nelle dinamiche familiari.
Dopo l’approvazione in Senato, il testo è stato inviato al presidente Luiz Inácio Lula da Silva per la promulgazione definitiva.
La nuova legge si inserisce in un quadro globale in evoluzione.
In alcuni Paesi europei, come Francia e Italia, gli animali sono riconosciuti come esseri senzienti. Nel Regno Unito restano assimilati a beni materiali. In Spagna si sono già verificati casi di affido condiviso.
Il provvedimento brasiliano rappresenta un ulteriore passo verso il riconoscimento del ruolo affettivo degli animali nelle famiglie contemporanee.
CITATI: LAURA CARNEIRO, LUIZ INáCIO LULA, VENEZIANO VITAL DO RêGOSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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