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Animali selvatici

12 Marzo 2026

Lupo, il Senato approva il declassamento dello status di protezione

Via libera definitivo del Parlamento alla legge di delegazione europea che recepisce la direttiva Ue sul nuovo status del lupo. Il Governo dovrà ora adeguare la normativa nazionale con uno o più decreti legislativi

di Redazione Vet33


Lupo, il Senato approva il declassamento dello status di protezione

Il Senato ha approvato in via definitiva la legge di delegazione europea che recepisce diverse direttive e regolamenti dell’Unione europea, tra cui anche la norma che modifica lo status di protezione del lupo (Canis lupus). Con il voto favorevole dell’aula di Palazzo Madama, dopo il precedente via libera della Camera, il Parlamento ha quindi autorizzato il Governo ad adeguare la legislazione italiana al nuovo quadro europeo, che declassa la specie da “rigorosamente protetta” a “protetta”.

Il via libera del Parlamento

Il provvedimento è stato approvato con 78 voti favorevoli, 2 contrari e 57 astensioni. Trattandosi della legge di delegazione europea, che recepisce in blocco numerosi atti dell’Unione europea, il voto finale riguarda l’intero testo.

Nel corso dell’esame parlamentare alcune forze di opposizione avevano presentato emendamenti soppressivi per eliminare dalla legge l’articolo relativo al declassamento della protezione del lupo (art. 7), ma la maggioranza è rimasta compatta e li ha respinti.

Con l’approvazione della legge, il Parlamento ha quindi dato mandato al Governo di procedere al recepimento della direttiva europea che modifica lo status della specie.

Cosa cambia per la protezione del lupo

La modifica normativa comporta il passaggio del lupo da specie “rigorosamente protetta” a specie “protetta” nell’ambito della Convenzione di Berna sulla conservazione della fauna selvatica e degli habitat.

In termini pratici, questo spostamento dall’allegato II all’allegato III comporta una maggiore flessibilità nella gestione delle popolazioni da parte delle autorità nazionali e regionali.

Le amministrazioni locali potranno infatti adottare piani di gestione e interventi di contenimento controllato, compresi eventuali abbattimenti, purché sia garantito uno stato di conservazione soddisfacente della specie.

I prossimi passaggi legislativi

La delega approvata dal Parlamento non rende ancora operative le nuove norme. Il Governo dovrà ora intervenire con uno o più decreti legislativi per adeguare il quadro normativo italiano. In particolare, saranno modificati:
● il Decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997 n. 357, che recepisce la Direttiva Habitat sulla conservazione degli habitat naturali e della fauna e flora selvatiche;
● la legge 11 febbraio 1992 n. 157, che disciplina la protezione della fauna selvatica omeoterma e il prelievo venatorio e che attualmente include il lupo tra le specie particolarmente protette.

Il termine fissato a livello europeo per il recepimento della direttiva è il 15 gennaio 2027.

Il limite degli abbattimenti

Nella delega è esplicitato che la gestione della specie dovrà comunque garantire uno stato di conservazione soddisfacente delle popolazioni.

Secondo le stime dell’Ispra, il numero massimo di abbattimenti compatibile con questo principio potrebbe essere intorno ai 160 esemplari a livello nazionale.

Il provvedimento prevede inoltre una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che dall’adeguamento normativo non dovranno derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Il dibattito tra agricoltori e associazioni ambientaliste

La decisione continua a dividere il mondo politico e gli stakeholder. Alcune Regioni e organizzazioni agricole chiedono una gestione più incisiva delle popolazioni di lupo. I numeri indicati dall’Ispra vengono ritenuti insufficienti a evitare le predazioni sul bestiame.

Sul fronte opposto, le associazioni animaliste sottolineano la necessità di aggiornare le stime sulla popolazione della specie – che nel 2021 era stimata in circa 3.300 esemplari in tutta Italia – e di rafforzare le misure di prevenzione, come i sistemi di protezione.

Tra gli strumenti indicati, per esempio, figurano recinzioni elettrificate, sistemi di dissuasione e l’impiego di cani da guardiania, come il pastore maremmano-abruzzese, già utilizzati con risultati positivi in alcune aree protette.

TAG: CONVENZIONE DI BERNA, DIRETTIVA HABITAT, LUPO

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