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Alimentazione

09 Marzo 2026

Ue, stop ai termini “carne” per denominazione prodotti vegetali

Il Consiglio e il Parlamento Ue raggiungono l’intesa sulla riforma dell’Ocm agricola: denominazioni come manzo, bistecca o pancetta saranno riservate esclusivamente ai prodotti a base di carne, ma restano consentiti termini come “veggie burger”

di Redazione Vet33


Ue, stop ai termini “carne” per denominazione prodotti vegetali

Il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo sulla riforma del regolamento sull’Organizzazione comune dei mercati agricoli (Ocm), che introduce anche nuove regole sull’uso delle denominazioni di carne. L’intesa stabilisce che termini come bistecca, filetto, manzo o pancetta potranno essere utilizzati solo per prodotti contenenti carne, mentre resterà consentito l’uso di espressioni diffuse come “veggie burger”. La misura mira a garantire maggiore chiarezza per consumatori e produttori e a rafforzare la posizione contrattuale degli agricoltori nella filiera alimentare.

Definizione europea del termine “carne”

L’accordo introduce per la prima volta una definizione normativa del termine “carne”, indicata come “parti commestibili di animali”.
Sulla base di questa definizione, una serie di denominazioni comunemente utilizzate nel settore agroalimentare sarà riservata esclusivamente ai prodotti a base di carne. Tra i termini tutelati figurano:
● manzo, vitello, maiale, pollo, tacchino, anatra, oca, agnello, montone, ovino e caprino
● bistecca, filetto, controfiletto, costata, T-bone, 
● pancetta, braciola, coscia, fianco, lombo, stinco, spalla, ala e petto
● fegato e altre denominazioni tradizionali.

Secondo il Consiglio Ue, queste denominazioni non potranno essere utilizzate per prodotti che non contengono carne, compresi quelli ottenuti tramite colture cellulari.

Restano consentiti i “veggie burger”

Durante i negoziati uno dei temi più discussi ha riguardato l’uso di denominazioni ibride nel marketing dei prodotti vegetali. Dopo un confronto tra istituzioni europee, l’accordo finale non vieta l’uso di espressioni come “veggie burger”, che restano quindi ammesse nel mercato europeo.

Rafforzare il ruolo degli agricoltori nella filiera

Le nuove norme rientrano in una revisione più ampia dell’Ocm agricola con l’obiettivo di rafforzare la posizione degli agricoltori nella catena di approvvigionamento alimentare.
Tra le principali novità previste dalla riforma, ci sono contratti scritti obbligatori tra agricoltori e acquirenti, con l’introduzione anche di clausole di revisione nei contratti di lungo periodo per tenere conto delle fluttuazioni dei costi e dell’andamento del mercato. Viene inoltre introdotta la possibilità per gli Stati membri di fornire un sostegno finanziario supplementare alle organizzazioni di produttori e alle associazioni nell’ambito della Politica agricola comune (Pac).

Nuove regole anche sui termini di marketing

L’accordo definisce inoltre le condizioni per l’uso di alcune diciture di commercializzazione facoltative, tra cui:
● “equo”
● “equitativo”
● “filiera corta”.
L’obiettivo è garantire maggiore chiarezza e trasparenza sia per i produttori sia per i consumatori.

Prossimi passaggi legislativi

L’intesa politica dovrà ora essere formalmente approvata dal Consiglio e dal Parlamento europeo prima dell’entrata in vigore.

“L’accordo segna una tappa importante per gli agricoltori europei. Stiamo trasformando una delle loro richieste fondamentali in un’azione concreta, rafforzando la loro posizione nella catena di approvvigionamento alimentare”, ha rivendicato il Commissario europeo all’agricoltura, Christophe Hansen. “Con organizzazioni di produttori più forti, regole contrattuali più chiare e una migliore protezione delle denominazioni delle carni, questo accordo contribuisce a garantire che gli agricoltori siano ascoltati, abbiano una voce più forte sul mercato e ricevano una quota più equa del valore che creano”.

CITATI: CHRISTOPHE HANSEH
TAG: CARNE COLTIVATA, CARNE SINTETICA, OCM, PAC

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