Normative
27 Novembre 2025Approvato senza voti contrari il Ddl che introduce nuovi reati, sanzioni più severe e una Cabina di regia con Masaf, Ministero della Salute e Ministero della Giustizia. Nel mirino trasparenza, tracciabilità e sicurezza della filiera

Il Senato ha approvato in prima lettura il Disegno di legge “Tutela Agroalimentare”, un provvedimento chiave per rafforzare la trasparenza e la sicurezza della filiera italiana. Il testo introduce nuovi reati, inasprisce le sanzioni, istituisce una Cabina di regia interministeriale, con la partecipazione anche del Ministero della Salute, e rafforza la protezione delle produzioni Dop e Igp. L’obiettivo principale è garantire ai cittadini informazioni chiare su ciò che acquistano e tutelare le imprese che operano correttamente.
Il Ddl “Tutela Agroalimentare” è stato approvato in prima lettura al Senato senza voti contrari, con 80 favorevoli e 44 astensioni. Un risultato che conferma la rilevanza del provvedimento per la difesa del sistema agroalimentare italiano. Il dispositivo, composto da 15 articoli, punta a rafforzare tracciabilità, sicurezza e trasparenza dei prodotti alimentari italiani lungo l’intera filiera.
“Il testo di legge approvato oggi al Senato senza alcun voto contrario e con un consenso che va oltre i confini della maggioranza è particolarmente rilevante per la tutela del nostro sistema agroalimentare, per la tracciabilità e la sicurezza dei nostri prodotti e quindi per la salute delle persone che avranno sempre più elementi per conoscere quello che acquistano” ha commentato il Ministro Francesco Lollobrigida,dopo l’approvazione. “Oggi si fa un passo avanti per tutelare ancora di più il nostro sistema agroalimentare e i cittadini. Ringrazio i colleghi Senatori per il dibattito costruttivo avuto nelle Commissioni, le associazioni di categoria, le Forze dell’Ordine e tutti coloro che hanno contribuito al testo”.
Fortemente voluto dal Ministro dell’Agricoltura della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf), ha visto un lavoro di sinergia con il Ministro della Giustizia Carlo Nordio e rappresenta un impegno del Governo a difesa del sistema agroalimentare italiano, per consentire alle imprese di competere correttamente in un mercato leale, in cui i cittadini possano avere fiducia in ciò che acquistano, e in cui il valore del Made in Italy sia protetto e valorizzato in ogni fase della filiera.
Il testo introduce due nuovi reati nel Codice penale:
● frode alimentare, punita con la reclusione da 2 mesi a 1 anno, per punire chi commercializza alimenti o bevande che, a sua conoscenza, non sono genuine o che provengano da luoghi diversi rispetto a quelli indicati;
● commercio di alimenti con segni mendaci, con pene da 3 a 18 mesi, per punire chi utilizza segni distintivi o indicazioni per indurre in errore il compratore sulla qualità o sulla quantità degli alimenti.
Vengono inoltre introdotte aggravanti specifiche: agropirateria (quando l’attività illecita è organizzata e continuativa), quantità rilevanti e falso biologico, che possono aumentare le pene fino a un terzo.
Il Ddl rafforza la tutela del Made in Italy e delle produzioni Dop e Igp, settore che nel 2024 ha generato 20,7 miliardi di euro di valore, di cui 12,3 all’estero (rapporto Ismea-Qualivita). Le sanzioni per la contraffazione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine protetta passano a:
● 1–4 anni di reclusione (prima 2 anni)
● multe da 10.000 a 50.000 euro (prima max 20.000)
Prevista, inoltre, la confisca obbligatoria beni impiegati per commettere il reato e dei beni o prodotti contraffatti.
La riforma introduce un sistema sanzionatorio amministrativo più proporzionato, con importi legati al fatturato dell’azienda coinvolta. La finalità è evitare disparità tra piccole imprese e multinazionali, rendendo le sanzioni realmente dissuasive.
Introdotto anche l’obbligo per l’autorità giudiziaria di distribuire i prodotti sequestrati, ma commestibili, a enti territoriali o caritatevoli per destinarli a persone bisognose o animali abbandonati.
Tra gli interventi del provvedimento, il divieto di usare impropriamente il termine “latte” e di prodotti lattiero-caseari per prodotti vegetali senza adeguata denominazione (es. “latte di mandorla”), con sanzioni da 4.000 a 32.000 euro o fino al 3% del fatturato.
Il testo prevede la riforma organica delle sanzioni nella pesca, con importi proporzionati alla quantità di pescato e all’impatto ambientale.
Infine, è introdotto un piano straordinario per la filiera bufalina: una piattaforma informatizzata nazionale per tracciare i movimenti del latte bufalino e dei derivati in modo da evitare frodi, doppie mungiture non dichiarate o triangolazioni illecite; controlli a campione su tutta la filiera sia su mungitura che trasporto, trasformazione e commercializzazione dei prodotti; un sistema di vigilanza ufficiale continua e permanente, prevedendo l’uso di prove di laboratorio per l’origine geografica del latte e dei prodotti di trasformazione, accertando l’uso di latte non fresco.
Il Ddl istituisce la “Cabina di regia per i controlli amministrativi, presieduta dal Masaf e composta dai vertici delle principali istituzioni competenti. L’obiettivo è coordinare in modo più efficiente i controlli, evitare duplicazioni e potenziare il monitoraggio della filiera agroalimentare.
CITATI: CARLO NORDIO, FRANCESCO LOLLOBRIGIDASe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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