Normative
15 Marzo 2024 Nel rapporto dell’European Climate Risk Assessment (Eucra) pubblicato lunedì emerge che in futuro i cambiamenti climatici aumenteranno i rischi legati alla diffusione di malattie infettive come la Dengue. In Italia, il Ministero, pur escludendo che si possa parlare di allarme, ha emesso una nuova circolare

Lunedì scorso l’Agenzia europea dell’ambiente (Aea) ha pubblicato un rapporto sui rischi legati ai cambiamenti climatici. Nella sezione Salute dell’European Climate Risk Assessment (Eucra) emerge che in futuro aumenterà la diffusione di malattie infettive un tempo circoscritte esclusivamente alle zone tropicali, come la Dengue. La direzione Prevenzione del Ministero della Salute, proprio per impedire che venga introdotta in Italia la malattia legata alla zanzara Aedes aegypti, ha diffuso una nuova circolare con ulteriori indicazioni pratiche per i controlli.
Allerta Dengue
Diversi Paesi del Centro e Sud America, tra cui Argentina, Brasile, Guatemala e Perù, hanno recentemente decretato lo stato di allerta o di emergenza per epidemia di Dengue.
L’attenzione nei confronti del virus, infatti, è molto alta, come emerge anche dal rapporto stilato da un’Eucra, agenzia dell’Unione europea, e pubblicato lunedì dall’Aea.
Tra gli autori del rapporto Cyril Caminade, ricercatore della sezione di Scienze della Terra del Centro internazionale di fisica teorica Abdus Salam di Trieste (Ictp), che si è occupato in particolare dei crescenti rischi posti da malattie infettive circoscritte un tempo solo alle zone tropicali. Gli studi di Caminade e dei suoi collaboratori mostrano che in Europa meridionale le temperature sono già tali da permettere alle zanzare tigre di trasmettere malattie come Dengue e chikungunya. “Negli ultimi 10 anni si è passati da soli 10 casi l’anno a centinaia, e ormai si contano anche casi autoctoni” ha dichiarato Caminade.
In Italia
Dopo una prima circolare a metà febbraio, la progressione dei casi nel mondo ha fatto scattare una seconda circolare. Il documento, rilasciato dalla direzione Prevenzione del Ministero della Salute, ha come “obiettivo primario impedire che il vettore venga introdotto in Italia”. Sono dunque rafforzate le procedure di disinfestazioni di aerei, navi e merci provenienti da Paesi e aree a rischio, e richiamate le certificazioni necessarie. Per ora niente test a campione per i passeggeri, come si era ipotizzato nei giorni scorsi.
Per il momento, tutti i casi registrati in Italia dall’inizio dell’anno sono stati importati dall’estero. Nel 2023, invece, su un totale di 362 casi, ben 84 sono stati autoctoni. Per evitare nuovi casi autoctoni, il Ministero ha previsto che gli aeri che “provengono direttamente o indirettamente con scali intermedi da Paesi o territori a rischio devono possedere un certificato di disinsettazione residua” e che “i metodi e le procedure di disinsettazione devono essere conformi a quelli approvati dall’OMS”. Nel caso in cui un aeromobile risultasse sprovvisto di valida certificazione di disinsettazione residua, dovrà essere eccezionalmente sottoposto a disinsettazione, valida per una singola tratta.
In merito alle imbarcazioni di qualsiasi tipologia, comprese anche quelle da diporto, provenienti da Paesi extra Ue, si richiede che vengano presentati agli USMAF-SASN competenti per territorio l’elenco degli ultimi dieci porti toccati o di quelli toccati nei precedenti 28 giorni e il certificato di disinsettazione residua. Per le imbarcazioni provenienti da Paesi UE e che negli ultimi 28 giorni abbiano toccato/transitato in porti di Paesi e territori a rischio, si richiede inoltre la Dichiarazione Marittima di Sanità.
Per quanto riguarda la gestione delle merci “che possono rappresentare un rischio per l’importazione di zanzare infette, (pneumatici usati, fiori recisi freschi e piante ornamentali che viaggiano in substrato acquatico, tronchi di legname esotico in cui possono persistere quantità di acqua anche minime, ma tuttavia in grado di permettere la sopravvivenza e la riproduzione di insetti come da PNA 2020-2025), si sottolinea che devono essere accompagnate da certificazioni che attestino l’avvenuta disinfestazione al momento della loro spedizione dalle aree affette, oppure devono essere sottoposte, a cura e spese degli importatori, ad appropriati trattamenti di disinsettazione con insetticidi prima della loro nazionalizzazione”.
I commenti del Governo
Il Direttore della Direzione generale della Prevenzione Sanitaria, Francesco Vaia, firmando la nuova circolare ha dichiarato che gli “operatori delle USMAF, attivi in porti e aeroporti, verificheranno che siano messe in campo adeguate azioni di profilassi quali ad esempio la disinfettazione e la disinfestazione e, ove necessario, le prescriveranno”. Tuttavia, ha precisato il capo della prevenzione, “in Italia non c’è alcun allarme Dengue, come ha già ribadito il ministro Orazio Schillaci. Abbiamo il dovere di prevenire ed evitare quindi che l’Aedes aegypti, maggiore responsabile della trasmissione della malattia Dengue, possa attecchire in Italia”.
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