Alert sanitari
05 Marzo 2024Giovedì 29 febbraio, sulla Gazzetta ufficiale dell’Ue è stato pubblicato un nuovo aggiornamento delle zone di restrizione per Peste suina africana. Altri Comuni si sono aggiunti a quelli che già da tempo subiscono le restrizioni

Con un comunicato il Ministero della Salute ha reso noto che giovedì 29 febbraio è stato pubblicato il nuovo Regolamento di esecuzione (UE) 2024/808, che aggiorna le zone di restrizione per Peste suina africana. Queste ora includono nuovi Comuni delle province di Lodi, Pavia, Milano, Piacenza, Parma, La Spezia e Asti, mentre nell’elenco dei Comuni compresi nella zona di restrizione II sono entrati anche Zeri e Pontremoli, nella provincia di Massa-Carrara.
Gli ultimi eventi
L’elenco è stato aggiornato in base al progredire della diffusione della malattia che, almeno in Italia, non accenna a diminuire.
Già nell’ultimo incontro del Gruppo operativo degli esperti (Goe), svoltosi all’inizio di febbraio, era emerso che un “insufficiente o scarso” ricorso alle opere di recinzione, a cui sarebbe dovuto seguire il depopolamento della popolazione di cinghiali, aveva “minato l’efficacia del contenimento dell’infezione”.
Ai fronti di avanzamento della malattia – ne sono stati individuati due: uno a sud-est verso La Spezia e la Toscana; uno a nord-est verso Piacenza – fanno da contraltare le azioni individuate per l’Emilia-Romagna da uno studio elaborato da Ispra e Izsler (una simulazione sull’utilizzo di depopolamenti intensivi e rafforzamento delle recinzioni). Il Goe ha proposto di estendere tale modello di analisi a tutte le Regioni interessate da Psa o a queste confinanti. Inoltre, la Commissione degli esperti ha portato il Ministero a modificare i criteri di regionalizzazione, per restituire “credibilità” alla delimitazione, innalzando da 10 a 15 km la distanza da tenere dal caso positivo più esterno.
Eradicare la malattia
L’eradicazione della Psa in un territorio ormai così vasto, per la Goe “appare un obiettivo non raggiungibile nell’immediato, e probabilmente nemmeno a medio-lungo termine”. Tuttavia, per la Commissione degli esperti resta “fondamentale attuare quanto meno una strategia di contenimento per evitare il coinvolgimento di aree del territorio italiano altamente vocate all’industria zootecnica oltreché l’avanzare della malattia verso sud attraverso la catena appenninica con il conseguente coinvolgimento di tutta la penisola”.
I risultati dello studio Ispra-Izsler dimostrano che è possibile attuare azioni efficaci di contenimento della malattia fino ad arrestarne l’avanzata, a patto che si proceda celermente e secondo i criteri individuati (raddoppio del prelievo e rafforzamento delle barriere artificiali esistenti).
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