Alert sanitari
22 Dicembre 2025Al Congresso SIMIT di Riccione il punto su dati in crescita, cambiamento climatico e nuove aree endemiche. L’Emilia-Romagna è tra le regioni più colpite, con implicazioni anche per la sanità veterinaria
.png)
Le arbovirosi non sono più infezioni sporadiche, né “importate”. In Italia Dengue, West Nile, Chikungunya, Toscana virus ed encefalite da zecche (Tbe) stanno diventando strutturali, assumendo caratteristiche endemiche, con una trasmissione sempre meno stagionale. Il cambiamento climatico favorisce la sopravvivenza dei vettori anche in inverno, modificando il rischio epidemiologico umano e animale. I nuovi scenari sono stati al centro del XXIV Congresso della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT), che si è concluso venerdì 19 dicembre a Riccione.
L’aumento delle temperature medie e l’accorciamento delle stagioni fredde causati dal cambiamento climatico stanno modificando in modo strutturale l’ecologia di zanzare e zecche, allungandone la sopravvivenza nei mesi invernali.
“Con il cambiamento climatico le stagioni fredde sono più brevi e meno intense e questo riduce la mortalità dei vettori durante l’inverno” spiega Massimo Crapis, membro del Comitato di Presidenza del Congresso SIMIT. “Zanzare e zecche sopravvivono più a lungo e alcuni virus hanno ormai trovato le condizioni per circolare stabilmente. Malattie che fino a pochi anni fa consideravamo esotiche oggi devono entrare nella diagnostica differenziale anche in Italia”.
Zanzare come Culex spp. e Aedes albopictus, così come le zecche, riescono a sopravvivere più a lungo, talvolta in ambienti chiusi o microclimi favorevoli, consentendo una circolazione virale continuativa. Alcuni virus possono inoltre essere trasmessi alla progenie del vettore, permettendo una rapida ripresa dell’infezione con l’aumento delle temperature. Per la medicina veterinaria questo scenario rafforza l’importanza del controllo dei vettori anche nei mesi tradizionalmente considerati “a basso rischio”.
I dati della sorveglianza nazionale coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) mostrano che dal 1° gennaio al 9 dicembre 2025 in Italia sono stati notificati:
● 463 casi di Chikungunya, di cui 384 autoctoni, con diversi focolai locali
● 204 casi di Dengue, con trasmissione documentata sul territorio
● 113 casi di Toscana virus, quasi tutti autoctoni
● 58 casi di TBE, prevalentemente contratti in Italia
● casi di Zika virus, per lo più associati a viaggi internazionali
Numeri che riducono sempre più la distinzione tra malattie “importate” (o “da viaggio”) e infezioni contratte in Italia e che rendono necessario includere le arbovirosi nella diagnostica differenziale anche al di fuori della stagione estiva.
L’Emilia-Romagna rappresenta uno degli esempi più chiari della transizione in atto. La regione è tra quelle con il maggior numero di casi notificati:
● il West Nile virus è ormai endemico in ampie aree della Pianura Padana;
● il Toscana virus registra qui il più alto numero di casi autoctoni a livello nazionale;
● la Chikungunya ha fatto segnare 322 casi autoctoni;
● la Tbe, inizialmente confinata al Nord-Est, è oggi stabilmente presente, con numerosi casi nell’area di Modena.
“Non possiamo più considerare queste infezioni eventi sporadici” avverte Crapis. “Servono sorveglianza continua, attenzione clinica e una maggiore consapevolezza anche tra i cittadini”.
In vista delle festività e dei viaggi internazionali, gli infettivologi ribadiscono l’importanza della medicina dei viaggi, soprattutto verso Paesi a rischio: informazione preventiva, vaccinazioni e profilassi, che spesso richiedono settimane per essere efficaci.
Oltre alle immunizzazioni contro tifo ed epatiti A e B, è oggi disponibile anche il vaccino contro la Dengue, così da ridurre il rischio delle forme più gravi. Restano fondamentali le misure di protezione individuale dalle punture di insetti, valide anche al rientro in Italia.
CITATI: MASSIMO CRAPIS“La prevenzione non tutela solo il singolo”, conclude Crapis, “ma ha un valore collettivo: un soggetto infetto che rientra con un’infezione, in un territorio con vettori diffusi può contribuire alla circolazione del virus”.
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito veterinario, iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
18/09/2026
Il Ministero della Salute conferma la presenza del virus Shamonda in allevamenti di vacche da latte di Trento e Bolzano e in bovini provenienti dalla Francia. Il virus, non trasmissibile all'uomo,...
A cura di Redazione Vet33
18/09/2026
Il tilcayo, piccolo felino delle foreste montane boliviane degli Yungas, è stato riconosciuto come nuova specie tramite analisi del DNA. È la prima descrizione formale di un felino selvatico in...
A cura di Redazione Vet33
18/09/2026
Il Commissario straordinario per la Peste Suina Africana in Toscana, Giorgio Briganti, fa il punto: 645 casi confermati nei cinghiali, virus circolante in sei province. In corso il rafforzamento...
A cura di Redazione Vet33
18/09/2026
In occasione del 40° anniversario dello stabilimento di Portogruaro, Purina annuncia due investimenti per oltre 50 milioni di euro: il potenziamento della produzione nel segmento super premium e un...
A cura di Redazione Vet33

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)
Registrazione Tribunale di Milano n° 5578/2022 del 5/05/2022