One Health
02 Novembre 2026Il Lancet Countdown lega crisi climatica, caldo estremo e zoonosi. Amref porta l’esempio del progetto HEAL: unità mobili in cui medici, veterinari ed esperti ambientali lavorano insieme in Etiopia e Kenya

Nelle aree pastorali di Etiopia e Kenya, medici, veterinari ed esperti di gestione dei pascoli lavorano nella stessa unità mobile. In pochi anni hanno vaccinato o curato oltre 2,5 milioni di capi e assistito più di 300.000 persone. Amref Health Africa propone questo modello, il progetto HEAL, in occasione della Giornata Mondiale One Health del 3 novembre. Lo affianca ai dati del nuovo rapporto decennale del Lancet Countdown on Health and Climate Change, secondo cui la crisi climatica è ormai a tutti gli effetti un’emergenza sanitaria, con le zoonosi in prima linea.
Il rapporto decennale del Lancet Countdown on Health and Climate Change è uscito a ottobre 2026. Registra un aumento della temperatura media globale di 1,3 °C e attribuisce al caldo estremo circa 541.000 decessi l’anno. Nel periodo successivo all’entrata in vigore dell’Accordo di Parigi (2016) si è arrivati a un picco di 710.000 morti. Secondo il rapporto, il 68% di questa mortalità è riconducibile direttamente all’attività umana.
Le temperature proibitive pesano anche sull’economia. Si perdono ogni anno 573 miliardi di ore di lavoro, con una riduzione del PIL che nei Paesi più fragili arriva al 5%. A questo si aggiungono siccità prolungate, alluvioni e malnutrizione. Le nazioni con basso indice di sviluppo umano pagano il prezzo più alto, anche per la debolezza dei sistemi di adattamento. Oltre il 70% dei Paesi vulnerabili non ha un Piano nazionale di adattamento sanitario, e la finanza climatica internazionale copre meno di un terzo del fabbisogno reale.
Il comunicato ricorda che circa 6 malattie infettive umane su 10 hanno origine animale e che 3 patologie emergenti su 4 sono zoonosi. Il degrado degli ecosistemi colpisce insieme salute pubblica, zootecnia e agricoltura. Il Corno d’Africa è l’esempio più evidente: gli effetti di El Niño e delle anomalie termiche prolungate distruggono i pascoli, esauriscono le riserve idriche e favoriscono la circolazione dei patogeni.
Micol Fascendini, esperta di salute pubblica di Amref, chiede a governi e istituzioni di mettere l’approccio One Health al centro delle politiche climatiche e dei finanziamenti per lo sviluppo. Secondo Fascendini, «riconoscere la stretta interconnessione tra salute umana, benessere animale ed ecosistemi non è più una teoria accademica, ma una necessità operativa urgente e non rinviabile per prevenire le crisi sanitarie del futuro».
Fascendini cita come esempi italiani la Dengue e il West Nile. Da gennaio a settembre 2026 riporta oltre 300 casi di Dengue, di cui 47 autoctoni, e 700 casi di West Nile con 54 decessi. Il dato sul West Nile coincide con il report ISS di fine settembre: al 23 settembre 2026 erano stati segnalati in Italia 700 casi confermati di infezione nell’uomo, contro i 657 del report precedente.
Da allora la sorveglianza è andata avanti. Il quattordicesimo bollettino settimanale dell’ISS, pubblicato il 29 ottobre 2026, registra 787 casi confermati di West Nile nell’uomo, dieci in più rispetto al rapporto precedente. I decessi da inizio anno sono 61, contro i 72 dello stesso periodo del 2025, con una letalità sulle forme neuro-invasive autoctone del 14,4% (19,6% nel 2025). La circolazione del virus è dimostrata in 88 province di 20 regioni.
HEAL (One Health for Humans, Environment, Animals and Livelihoods) è promosso da Amref Health Africa con VSF Svizzera (Vétérinaires Sans Frontières) e ILRI (International Livestock Research Institute), con il sostegno della Cooperazione Svizzera (SDC). Il progetto ha ricevuto di recente un riconoscimento dalla FAO per il suo modello integrato.
Il cuore operativo sono le One Health Units (OHU), équipe mobili multidisciplinari che raggiungono le comunità agro-pastorali più isolate di Etiopia e Kenya. Nello stesso intervento offrono assistenza sanitaria alla popolazione, cure e vaccinazioni al bestiame e attività di gestione sostenibile dei pascoli e delle risorse naturali.
Amref riporta questi risultati:
● Salute umana: oltre 300.000 persone hanno avuto accesso a cure primarie, visite pre e post-natali e monitoraggio nutrizionale.
● Zootecnia: più di 2,5 milioni di capi di bestiame vaccinati o curati, a tutela dell’economia di 85.000 famiglie.
● Ambiente: oltre 1,2 milioni di ettari di pascoli rigenerati.
● Formazione: 270 operatori sanitari e veterinari formati sui principi One Health.
● Sensibilizzazione: 40.000 persone coinvolte su zoonosi, antibiotico-resistenza e misure di prevenzione.
Martin Castrogiovanni, testimonial di Amref, ha seguito le cliniche mobili in Etiopia. Ne ricava una sintesi: «se si ammalano gli animali, si ammalano le persone». Ha raccontato anche la rete di referenti nei villaggi, che restano in contatto con le équipe sanitarie per intercettare i focolai prima che si estendano.
Per i professionisti della sanità animale, il punto più rilevante del modello HEAL è il peso della diagnostica. Il Dr. Abdisemur Abdikadir è medico veterinario del Laboratorio regionale della Liben Zone, in Etiopia, e partner della OHU di Filtu. Secondo lui, «lavorare insieme e basare i trattamenti clinici su diagnosi di laboratorio garantisce cure di qualità ed evita l’abuso di farmaci, prevenendo il fenomeno dell’antibiotico-resistenza per proteggere uomini e animali nello stesso ecosistema».
In contesti con poche risorse, spesso si tratta il bestiame in modo empirico. Collegare la terapia alla diagnosi diventa quindi una misura concreta di uso prudente degli antimicrobici, coerente con l’impostazione One Health.
Il rapporto tra salute e ambiente sarà tra i temi dell’Action Agenda della COP31, la Conferenza ONU sui cambiamenti climatici in programma in Turchia dal 9 al 20 novembre. Amref parteciperà con propri esperti ed eventi dedicati, per portare nel dibattito l’esperienza delle comunità africane.
CITATI: ABDISEMUR ABDIKADIR, MARTIN CASTROGIOVANNI, MICOL FASCENDINISe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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