Alert sanitari
13 Luglio 2026Uno studio ISS-Fondazione Bruno Kessler ha analizzato i focolai di dengue sierotipo 2 sviluppatisi in Italia nel 2024: meno dell'1% delle trasmissioni supera i 400 metri dal caso indice. Il controllo dei vettori riduce la trasmissione del 41,3%, mentre ogni grado in più di temperatura la aumenta del 19,8%

Nei focolai autoctoni di dengue in Italia la trasmissione avviene quasi esclusivamente entro 400 metri dal caso iniziale; meno dell’1% dei contagi ricostruiti si è verificato oltre questa distanza. È la principale conclusione di uno studio coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss) e dalla Fondazione Bruno Kessler, pubblicato su Eurosurveillance, che ha analizzato i 296 casi registrati in Italia nel 2024, il numero più elevato mai osservato nell'Europa continentale. La ricerca conferma il ruolo decisivo della diagnosi precoce e del controllo della zanzara Aedes albopictus nel contenimento dei focolai.
Il tempo medio di trasmissione tra un caso primario e uno secondario è di 18 giorni, con il 15,4% dei contagi avvenuto in ambito domestico. Una volta individuato il focolaio, la capacità di diffusione del virus diminuisce sensibilmente: il numero medio di infezioni secondarie per caso scende da 1,4 a 0,4. Le misure di controllo dei vettori riducono la trasmissione del 41,3%, mentre ogni grado centigrado di temperatura in più la aumenta del 19,8%.
I modelli matematici applicati allo studio confermano che le temperature elevate favoriscono la diffusione del virus attraverso la zanzara tigre, che è in grado di trasmettere il virus dengue quando si verifica un caso importato. La combinazione di diagnosi precoce e rapido intervento di disinfestazione si conferma la strategia più efficace per contenere i focolai autoctoni.
Secondo l'ultimo aggiornamento della dashboard ISS sulle arbovirosi, dal 1° gennaio al 30 giugno 2026 sono stati confermati in Italia 169 casi di dengue, tutti importati e senza decessi, con il 71% contratto alle Maldive. Nello stesso periodo, sono stati registrati 13 casi di chikungunya importati (77% dalle Seychelles), due casi di virus Zika importati e nessun caso di encefalite da zecche. Pur in assenza di trasmissione autoctona nel 2026, il crescente numero di casi importati rende essenziale mantenere elevata la capacità di individuazione precoce durante la stagione di attività della zanzara tigre.
TAG: AEDES ALBOPICTUS, ARBOVIROSI, DENGUE, FOCOLAIO, FONDAZIONE BRUNO KESSLER, ISS, ZANZARESe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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