Influenza aviaria
15 Maggio 2026Il Cdc documenta il primo caso accertato di trasmissione di H5N1 da gatto domestico a uomo: un veterinario asintomatico esposto senza DPI a un felino infetto nella contea di Los Angeles. Le raccomandazioni per gli operatori veterinari

I Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) hanno pubblicato sul Morbidity and Mortality Weekly Report (Mmvr) la prima documentazione di una trasmissione zoonotica di H5N1 da gatto domestico a uomo. Il caso riguarda un medico veterinario della contea di Los Angeles, rimasto asintomatico ma risultato sieropositivo per H5N1 in un’indagine condotta ad aprile 2025. Il professionista era stato esposto, senza dispositivi di protezione individuale per bocca e occhi, a un felino infetto che aveva consumato alimenti crudi commerciali a base di pollame. La segnalazione è stata ripresa anche dall’American Veterinary Medical Association (Avma).
A inizio dicembre 2024 un gatto domestico viene valutato in quattro ambulatori nell’arco di 11 giorni. Il quadro clinico include seni di infezione delle vie respiratorie superiori, lesioni polmonari evidenti alla radiografia, disturbo neurologico transitorio con incoordinazione motoria e debolezza degli arti posteriori, uveite bilaterale progressiva con emorragia, distacco della retina e cecità. Tutti segni clinici comparsi dopo l’ingestione di un alimento crudo commerciale per animali domestici a base di pollame. Il felino è sopravvissuto con danni permanenti alla vista.
Durante le visite, 31 persone sono state esposte all’animale. Il medico veterinario oggetto del report, evidenziano gli esperti dei Cdc, non aveva indossato DPI per bocca e occhi e non riferiva altri fattori di rischio noti per l’infezione da H5N1. L’indagine sierologica successiva, condotta ad aprile 2025, ha rilevato in lui evidenze di infezione pregressa da A(H5N1), nonostante l’assenza di sintomi.
Tra novembre 2024 e gennaio 2025, nella contea di Los Angeles (California), sono stati identificati 19 gatti domestici positivi all’H5N1 clade 2.3.4.4b, genotipo B3.13 – lo stesso coinvolto nella maggior parte delle infezioni umane da H5N1 – che avevano consumato prodotti di origine animale crudi: latte crudo, carne cruda o alimenti commerciali crudi per animali domestici.
Le 139 persone esposte – familiari e operatori di ambulatori veterinari – erano state monitorate: 30 avevano riferito sintomi simil-influenzali, ma nessuna era risultata positiva al test per l’influenza A(H5). Solo 25 hanno accettato di sottoporsi all’indagine sierologica successiva, e tra queste è emerso il caso del veterinario.
Il report Cdc indica ai medici veterinari di considerare H5N1 nella diagnosi differenziale dei gatti con malattia respiratoria o neurologica acuta, e di applicare le appropriate misure di controllo delle infezioni, incluso l’uso sistematico di DPI. Le raccomandazioni riguardano anche i proprietari: evitare di somministrare ai gatti prodotti animali crudi.
Un ulteriore elemento di attenzione riguarda il contesto temporale dell’esposizione, avvenuto durante la circolazione dell’influenza stagionale A(H3N2). La co-infezione tra H5N1 e H3N2 nello stesso soggetto – umano o animale – aumenta il rischio di riassortimento genetico, fenomeno che potrebbe favorire l’emergenza di un ceppo con capacità di trasmissione sostenuta da uomo a uomo.
TAG: AVMA, CDC, DPI, GATTI, H5N1, INFLUENZA AVIARIA, LOS ANGELES, MEDICO VETERINARIO, ONE HEALTH, ZOONOSI“Una tempestiva individuazione e una risposta One Health sono essenziali per ridurre ulteriori trasmissioni e il rischio di una pandemia da influenza A(H5N1)”, conclude il rapporto.
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