Influenza aviaria
16 Marzo 2026La conferma dagli esami dell’Istituto zooprofilattico dell’Umbria e delle Marche. Attivate le misure di contenimento e rafforzata la sorveglianza nell’area circostante

Un focolaio di influenza aviaria ad alta patogenicità (H5N1) è stato individuato in un allevamento di fagiani in Umbria nell’ambito delle attività di sorveglianza sanitaria sul territorio. La conferma è arrivata dagli accertamenti di laboratorio dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche (Izsum). Le autorità sanitarie veterinarie regionali e della Asl 1 hanno attivato immediatamente tutte le misure previste dalla normativa nazionale ed europea per contenere la diffusione del virus.
L’individuazione del focolaio
Il caso è stato rilevato durante le attività di monitoraggio sanitario condotte sul territorio e rientra in un contesto nazionale in cui, nelle ultime settimane, sono stati segnalati episodi analoghi di influenza aviaria in diverse regioni italiane.
Gli accertamenti diagnostici sono stati effettuati dall’Izs dell’Umbria e delle Marche, che supporta le autorità sanitarie regionali nelle attività di sorveglianza epidemiologica e nel controllo delle malattie infettive negli animali.
Secondo quanto comunicato dalle autorità sanitarie, la tempestiva individuazione del virus è stata possibile grazie al sistema di monitoraggio e sorveglianza attivo sul territorio, che consente di individuare precocemente eventuali focolai e intervenire rapidamente.
Attivate le misure di contenimento
Dopo la conferma del focolaio sono state attivate tutte le procedure previste dalla normativa sanitaria nazionale ed europea per la gestione dell’influenza aviaria, tra cui:
● rafforzamento delle misure di biosicurezza nell’allevamento interessato
● gestione controllata degli animali e dei materiali potenzialmente contaminati
● sanificazione delle strutture
● attivazione di attività di monitoraggio nell’area circostante.
L’obiettivo è limitare il rischio di diffusione del virus ad altri allevamenti e alla fauna selvatica.
Indagini epidemiologiche in corso
I Servizi veterinari stanno conducendo indagini epidemiologiche per ricostruire l’origine del virus e individuare eventuali collegamenti con altri allevamenti o con la fauna selvatica. Queste attività sono fondamentali per comprendere le modalità di introduzione del virus e rafforzare le strategie di prevenzione sul territorio.
Le autorità sanitarie hanno sottolineato che non si segnalano criticità per la popolazione. Il rischio di infezione per l’uomo è considerato molto basso ed è generalmente associato soltanto a contatti diretti e prolungati con animali infetti.
L’appello agli allevatori
Le autorità regionali invitano gli allevatori e i detentori di volatili a mantenere elevata l’attenzione e a rispettare scrupolosamente le misure di biosicurezza.
In particolare, viene raccomandato di controllare lo stato di salute degli animali, adottare misure preventive negli allevamenti e segnalare tempestivamente ai servizi veterinari eventuali situazioni anomale.
Il sistema di sorveglianza sanitaria continuerà a monitorare attentamente la situazione e ulteriori aggiornamenti saranno comunicati qualora si rendessero necessari.
TAG: FAGIANI, H5N1, INFLUENZA AVIARIA, IZS DELL’UMBRIA E DELLE MARCHE, UMBRIASe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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