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16 Marzo 2026

Formazione Ecm, più simulazione e pratica. Ecco cosa prevede la riforma 2026

La Commissione Nazionale per la formazione continua punta a rafforzare didattica pratica, simulazione, gamification e modelli ibridi. Previsto anche un aggiornamento dei criteri di attribuzione dei crediti

di Redazione Vet33


Formazione Ecm, più simulazione e pratica. Ecco cosa prevede la riforma 2026

Il sistema di formazione Ecm si prepara a una nuova fase di riforma che punta a rinnovare le modalità di aggiornamento dei professionisti sanitari. Nel Programma nazionale Ecm 2026 la Commissione nazionale per la formazione continua (Cnfc) indica le linee di sviluppo del sistema: più formazione pratica, nuove tipologie didattiche come simulazione e gamification, corsi in modalità ibrida e revisione dei criteri di attribuzione dei crediti per rendere il sistema più chiaro ed efficace.

Verso una formazione più pratica

Uno dei pilastri della riforma riguarda il rafforzamento delle modalità formative prevalentemente a contenuto pratico, considerate fondamentali per lo sviluppo delle competenze professionali. Tra gli strumenti che la Commissione intende valorizzare figurano la formazione sul campo (Fsc) e la formazione attraverso simulazione clinica.

L’obiettivo è rendere l’offerta formativa più vicina alle esigenze operative dei professionisti sanitari e maggiormente coerente con i bisogni del sistema sanitario.

Arriva la simulazione tra le tipologie formative

Tra le principali novità previste dalla riforma vi è l’introduzione di una specifica tipologia formativa dedicata alla simulazione. Questa potrà essere realizzata:
in situ, cioè direttamente nel contesto di lavoro
● oppure presso centri di simulazione dedicati.

La simulazione sarà accompagnata da un sistema dedicato di attribuzione dei crediti Ecm, che dovrà essere definito nell’ambito della revisione complessiva del sistema. Secondo la Commissione, si tratta di uno strumento particolarmente efficace per sviluppare competenze tecniche e decisionali in contesti complessi.

Nuove metodologie didattiche

La riforma prevede inoltre la valorizzazione di metodologie didattiche attive, già diffuse in ambito formativo internazionale, come la gamification, cioè l’utilizzo di elementi tipici dei giochi nei percorsi formativi, il role playing, basato sulla simulazione di situazioni professionali reali, e la flipped classroom. Quest’ultima prevede che i contenuti teorici vengano studiati in autonomia tramite materiali digitali, mentre il tempo in aula sia dedicato a esercitazioni pratiche, discussione e approfondimento.

Secondo la Commissione, questi modelli favoriscono una maggiore partecipazione attiva dei professionisti e facilitano l’acquisizione di competenze avanzate.

Formazione anche in modalità ibrida

Un altro punto centrale della riforma riguarda l’introduzione della formazione in modalità ibrida. Gli eventi Ecm, infatti, potranno essere organizzati sia in presenza, sia in FAD sincrona, cioè a distanza in tempo reale.

Le due modalità potranno svolgersi contestualmente nello stesso evento, permettendo una maggiore flessibilità organizzativa per i provider e facilitando la partecipazione dei professionisti. La scelta nasce anche dall’esperienza maturata durante la pandemia da Covid-19, quando l’utilizzo della formazione a distanza è stato ampiamente adottato in via straordinaria.

Revisione dei criteri di attribuzione dei crediti

La riforma Ecm non riguarda solo le modalità didattiche ma anche il sistema di riconoscimento dei crediti. Secondo la Commissione, è necessario rendere il sistema più chiaro e coerente, intervenendo su alcune tipologie formative esistenti che presentano ancora margini di incertezza interpretativa.

L’intervento avrà quindi una doppia funzione:
● innovativa, con l’introduzione di nuove tipologie formative
● chiarificatrice, con una revisione dell’impianto complessivo.

Nel corso del 2026 le proposte di riforma saranno definite dagli organismi tecnici che supportano la Commissione Ecm, ovvero il Comitato tecnico delle Regioni, il Gruppo di lavoro per la riforma del sistema Ecm, e la Sezione II della Cnfc.

Le proposte elaborate saranno successivamente sottoposte alla valutazione e alla deliberazione della Cnfc, con l’obiettivo di completare il processo di aggiornamento del sistema Ecn avviato nel Programma nazionale 2023-2025.

TAG: CREDITI ECM, ECM, FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTINUA

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