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20 Febbraio 2026

Germania, cane importato illegalmente muore di rabbia. Allarme su traffico di cuccioli con documenti falsi

Il caso a Hochdorf-Assenheim riaccende l’attenzione sui rischi sanitari legati all’importazione irregolare di animali extra-Ue e sulla necessità di rafforzare tracciabilità e controlli

di Redazione Vet33


Germania, cane importato illegalmente muore di rabbia. Allarme su traffico di cuccioli con documenti falsi

Un cane importato illegalmente da un Paese extra-UE è morto di rabbia in Germania, a Hochdorf-Assenheim, nei pressi di Mannheim. L’animale, deceduto il 25 gennaio, risultava secondo i documenti microchippato e vaccinato, ma l’esame post mortem ha evidenziato che era più giovane di quanto dichiarato, rendendo l’importazione non conforme ai requisiti sanitari dell’Unione europea. Il caso riaccende l’allarme sul traffico transfrontaliero di cuccioli con documentazione falsificata e sui rischi per salute animale e pubblica.

Il caso tedesco: vaccinazione efficace ma importazione illegale

Le autorità tedesche hanno confermato la positività alla rabbia attraverso test di laboratorio eseguiti sull’animale. La documentazione allegata indicava un cane di quasi otto mesi, regolarmente microchippato e vaccinato contro la rabbia, con un titolo anticorpale ritenuto protettivo.

Tuttavia, l’esame dell’animale dopo la morte ha rivelato che l’età reale era inferiore a quella dichiarata al momento dell’ingresso nell’Ue. Ciò implica che i requisiti minimi per l’importazione (tra cui età adeguata per la vaccinazione e tempi necessari allo sviluppo dell’immunità) non erano stati rispettati, configurando un’importazione illegale.

Rischio sanitario e criticità del commercio transfrontaliero

Il caso evidenzia le criticità del commercio transfrontaliero di cuccioli, spesso accompagnati da documenti falsificati e con uno stato vaccinale non verificabile. Animali troppo giovani possono non aver sviluppato una protezione immunitaria sufficiente, nonostante certificazioni apparentemente regolari, aumentando il rischio di introduzione di zoonosi gravi come la rabbia in Paesi ufficialmente indenni.

La rabbia, pur essendo eradicata in molti Stati membri, resta una minaccia sanitaria rilevante quando vengono meno i controlli sulle importazioni di animali da Paesi terzi. L’episodio conferma come le pratiche illegali possano compromettere la sicurezza sanitaria e richiedere interventi di sanità pubblica veterinaria complessi e costosi.

Il richiamo di Fecava: rafforzare tracciabilità e controlli

Secondo Ann Criel, presidente di Fecava e membro del board UEVP, il caso deve rappresentare “un campanello d’allarme per tutti gli Stati membri, affinché implementino e facciano rispettare le future norme europee su benessere e tracciabilità di cani e gatti”.

L’esperta sottolinea come il traffico di cuccioli con documenti falsi e stato vaccinale non sicuro rappresenti un rischio elevato sia per gli animali domestici sia per la popolazione umana. Tra le misure ritenute essenziali figurano l’obbligo di microchip, la registrazione in database centralizzati e controlli più stringenti sugli allevamenti e sulle movimentazioni transfrontaliere.

CITATI: ANN CRIEL
TAG: CANE, CONTROLLI, FECAVA, GERMANIA, IMPORTAZIONE, RABBIA, TRACCIABILITà

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