Gatti
09 Dicembre 2025Il 27 gennaio udienza preliminare per il radiologo, il primario e un tecnico coinvolti nell’esame su una gatta con apparecchio ospedaliero. L’accusa: esercizio abusivo e indebita destinazione di beni

La Procura di Aosta ha chiesto tre rinvii a giudizio per il caso della gatta “Athena”, sottoposta a Tac e drenaggio in un ospedale pubblico con macchinari destinati esclusivamente a pazienti umani. Il radiologo proprietario dell’animale, il primario di Radiologia e una tecnica di laboratorio dovranno rispondere in sede giudiziaria delle accuse di esercizio abusivo della professione veterinaria e uso improprio di beni ospedalieri. L’udienza preliminare è fissata per il 27 gennaio 2026.
Il 20 gennaio 2025 la gatta Athena è caduta dal sesto piano di un palazzo riportando traumi gravi. Il proprietario, il radiologo interventista Gianluca Fanelli, che lavorava presso l’Ospedale regionale “Parini” di Aosta, ha deciso di sottoporre l’animale a una TAC utilizzando la macchina del reparto di radiologia, per stabilire le lesioni interne.
Il giorno seguente, la gatta avrebbe subito un drenaggio toracico per un pneumotorace, con la supervisione del primario di Radiologia Massimiliano Natrella e la presenza di un tecnico di laboratorio, Giulia Sammaritani.
Le immagini della TAC, originariamente registrate, sarebbero state poi cancellate, elemento decisivo che ha indotto la Procura ad aprire un fascicolo.
La Procura contesta i reati di:
● esercizio abusivo della professione veterinaria. Secondo gli inquirenti, l’uso di apparecchiature ospedaliere per esaminare e curare un animale rappresenta una violazione delle norme. Tali strumenti sono dedicati esclusivamente a pazienti umani.
● indebita destinazione di beni mobili / peculato. Si contesta l’utilizzo improprio di risorse pubbliche (macchina TAC, personale, tempo lavorativo) per un animale privato, con possibile danno alle liste di attesa per pazienti umani.
● favoreggiamento (per il tecnico di laboratorio). Secondo l’impianto accusatorio, la presenza del tecnico al momento dell’esame e nella registrazione dell’intervento potrebbe configurare un’attività complice dell’abuso.
Per una quarta persona coinvolta, un altro tecnico, è stata chiesta invece l’archiviazione.
L’udienza preliminare davanti al giudice Giuseppe Colazingari è fissata per il 27 gennaio 2026. Sarà in quella sede che la magistratura deciderà se mandare a processo i tre imputati o se accogliere eventuali richieste di archiviazione.
Il caso tocca temi sensibili per chi lavora in sanità e in medicina veterinaria: il confine tra emergenza, etica, normativa, e il rispetto delle regole istituzionali. Se da un lato è comprensibile il desiderio di salvare una vita, dall’altro la tutela delle risorse pubbliche e la separazione delle competenze professionali restano un pilastro fondamentale.
Il risultato del processo potrebbe avere implicazioni anche su protocolli interni agli ospedali, sull’uso degli strumenti diagnostici e su eventuali casi simili in futuro.
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