Alert sanitari
02 Dicembre 2025Il monitoraggio condotto da Izsler e Caa segnala l’arrivo di nuove specie invasive e la presenza inedita della zanzara Culex perexiguus in pianura: un fenomeno che richiama attenzione sanitaria e riflette gli effetti dei cambiamenti climatici

Nel 2025 in Emilia-Romagna sono state identificate nuove specie di zanzare, con rilevazioni che interessano sia le aree collinari sia la pianura. Le attività di sorveglianza condotte dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia ed Emilia-Romagna (Izsler) e Caa, con il supporto della Regione Emilia-Romagna e del PNRR INF-ACT Node 2, hanno confermato la presenza delle specie invasive Aedes japonicus e Aedes koreicus nei Comuni dell’Appennino piacentino e in parte del parmense, mentre nei mesi autunnali è stata individuata per la prima volta in regione, nell’ambito della Sorveglianza Regionale dei virus West Nile e Usutu, la specie Culex perexiguus, rilevata in 23 siti di monitoraggio. L’emergere di questi vettori solleva un interesse sanitario crescente e potrebbe rappresentare un indicatore dei cambiamenti climatici in atto.
Le due specie invasive Ae. japonicus e Ae. koreicus sono state rilevate in primavera in diversi Comuni dell’Appennino piacentino, tra cui Bobbio, Farini, Perino e Travo; solo Ae. japonicus a Bettola, Cerreto, Ferrire, Marsaglia, Morfasso, Zerba, e nel parmense, con una segnalazione Ae. japonicus a Bardi. Entrambe, già registrate e presenti in Italia nelle zone pre-Alpine della Lombardia e in rapida diffusione in Europa, sfruttano piccoli ristagni d’acqua artificiale (es. tombini, sottovasi, secchi, bidoni, fontanelle), caratteristica comune alla zanzara tigre (Aedes albopictus).
A differenza di Ae. albopictus, però, prediligono climi più freschi e si adattano bene agli ambienti collinari e di bassa montagna, dove la zanzara tigre è meno competitiva. Dal punto di vista sanitario, sono vettori competenti di filariosi e di diversi arbovirus, tra cui Chikungunya ed Encefalite Giapponese, pur risultando generalmente meno aggressive.
Tra settembre e ottobre è stata individuata la specie Culex perexiguus, finora poco documentata a latitudini così elevate. Il vettore è stato rilevato in 23 dei 98 siti della sorveglianza regionale dedicata ai virus West Nile e Usutu, con ritrovamenti nelle province di Ravenna, Ferrara, Forlì-Cesena, Bologna, Modena e Reggio Emilia.
Diffusa soprattutto nel Nord Africa e nel Sud Europa, Culex perexiguus predilige ambienti naturali o semi-naturali come zone umide, paludi e cave, risultando più abbondante tra fine estate e inizio autunno. È un noto vettore di diversi arbovirus come West Nile virus, Usutu virus e Sindbis virus.
La presenza di Culex perexiguus nel territorio emiliano-romagnolo è considerata un evento anomalo, e le prossime stagioni saranno fondamentali per capire se si tratta di un episodio sporadico o dell’inizio di un processo di espansione stabile verso nord.
Il quadro complessivo, caratterizzato dall’arrivo di nuove specie invasive e dalla comparsa di vettori tipici di climi più caldi, mette in evidenza l’importanza della sorveglianza entomologica come strumento di prevenzione. Fenomeni di questo tipo potrebbero infatti diventare sempre più frequenti con l’evoluzione dei cambiamenti climatici.
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