Animali selvatici
10 Settembre 2025L’udienza preliminare è fissata per febbraio 2026: secondo l’accusa, avrebbero agito con crudeltà e senza necessità, sparando all’animale nonostante non rappresentasse alcun pericolo

Due cacciatori compariranno davanti al Tribunale di Trento con l’accusa di concorso in uccisione di animale per la morte dell’orsa F36, abbattuta a settembre 2023 in Val Giudicarie. La decisione arriva dopo che il caso, inizialmente archiviato, era stato riaperto grazie al ricorso dell’associazione animalista Leal, che si costituirà parte civile.
Nell’estate del 2023 la Provincia autonoma di Trento aveva emesso un’ordinanza di abbattimento per l’orsa F36, a causa di alcuni comportamenti che erano stati giudicati rischiosi. Il tribunale amministrativo regionale (TAR) di Trento aveva però sospeso il provvedimento, predisponendo la cattura e il trasferimento dell’animale al centro faunistico provinciale. Pochi giorni dopo, il 27 settembre, l’orsa fu trovata morta nel comune di Sella Giudicarie uccisa a colpi di arma da fuoco.
A seguito di una denuncia presentata dall’associazione Leal, la procura di Trento ha chiesto il rinvio a giudizio di due delle quattro persone indagate per l’uccisione. L’udienza preliminare è stata fissata per il 9 febbraio 2026 presso il Tribunale di Trento. Gli imputati dovranno rispondere di concorso in uccisione di animale per crudeltà e senza necessità, ai sensi degli articoli 110 e 544-bis del codice penale. A uno dei due viene contestato anche il favoreggiamento, per aver aiutato l’altro a eludere le indagini. Entrambi hanno ammesso di trovarsi a caccia in quella zona, ma hanno sempre negato l’uccisione dell’orsa.
Determinante è stato il lavoro dei legali di Leal, che hanno fornito nuove prove al Gip, portando all’imputazione coatta.
CITATI: GIAN MARCO PRAMPOLINIL’associazione animalista, attraverso il presidente Gian Marco Prampolini, ha dichiarato: “Leal sarà presente in aula e si costituirà parte civile per chiedere giustizia per la morte dell’orsa F36. L’uccisione dell’orsa F36 è un atto di una gravità inaudita. Il nostro impegno va oltre la tutela dei singoli animali. Vogliamo lanciare un messaggio forte contro ogni forma di crudeltà nei confronti di orsi e di tutta la fauna selvatica: Leal non trascurerà di agire sul fronte legale per contrastare questi crimini e assicurare che chi si rende responsabile di tali atti venga punito con la massima severità”.
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