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18 Luglio 2025

Dengue, Chikungunya e West Nile: 139 casi in Italia nei primi sei mesi del 2025

Segnalati 83 casi di Dengue e 51 di Chikungunya, in gran parte di importazione. Confermati anche 5 casi umani di West Nile, di cui 4 con forma neuro-invasiva. In crescita i rischi legati ai virus trasmessi da vettori

di Redazione Vet33


Dengue, Chikungunya e West Nile: 139 casi in Italia nei primi sei mesi del 2025

Nei primi sei mesi e mezzo del 2025, il sistema di sorveglianza nazionale ha registrato 83 casi di Dengue, 51 di Chikungunya e 5 casi umani di West Nile virus in Italia. Nella maggior parte dei casi si tratta di infezioni associate a viaggi all’estero, ma sono stati segnalati anche due episodi autoctoni (rispettivamente di Dengue e di Chikungunya), a conferma di una circolazione interna dei vettori. A questi si aggiungono 4 casi di Zika (tutti importati), 12 casi di encefalite da zecche (Tbe) e 5 di Toscana virus. I dati, aggiornati al 15 luglio, indicano una presenza crescente di arbovirosi sul territorio nazionale e la necessità di rafforzare la sorveglianza e la prevenzione.

I casi nel dettaglio

Da inizio anno in Italia sono stati segnalati al sistema di sorveglianza 83 casi di Dengue e 51 di Chykungunya, con un caso autoctono per entrambe le infezioni. Per quanto riguarda il West Nile virus (Wnv), invece, sono 5 i casi confermati di infezione nell’uomo (senza contare le nuove segnalazioni, successive al bollettino dell’Iss). Questi numeri sono contenuti nell’ultimo aggiornamento della dashboard, che per Dengue e Chikungunya diventa settimanale, e nel primo bollettino West Nile, pubblicati giovedì 17 luglio.
Nel dettaglio, dal 1° gennaio al 15 luglio 2025 al sistema di sorveglianza risultano 83 casi confermati di Dengue: 82 casi associati a viaggi all’estero, 1 caso autoctono, età mediana 42 anni, 53% di sesso maschile, nessun decesso. Sono 51 invece i casi confermati di Chikungunya: 50 casi associati a viaggi all’estero, 1 caso autoctono, età mediana 47 anni, 53% di sesso maschile, nessun decesso.
Per la West Nile, dall’inizio della sorveglianza, sono stati segnalati in Italia 5 casi confermati di infezione Wnv nell’uomo, di cui 4 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva (1 Piemonte, 1 Emilia-Romagna, 2 Lazio) e 1 caso di febbre (1 Veneto). La sorveglianza veterinaria attuata su cavalli, zanzare, uccelli stanziali e selvatici, ha confermato la circolazione del Wnv in Veneto, Piemonte, Sardegna, Emilia-Romagna e Lombardia.
Inoltre, dal 1° gennaio al 30 giugno 2025 (aggiornamento mensile), al sistema di sorveglianza nazionale risultano: 4 casi di Zika virus: tutti importati, nessun decesso; 12 casi di Tbe: tutti autoctoni, età mediana 55,5 anni, 67% di sesso maschile, nessun decesso; 5 casi di Toscana virus, tutti autoctoni, nessun decesso.

TAG: ARBOVIROSI, CHIKUNGUNYA, DENGUE, TBE, VIRUS WEST NILE, VIRUS ZIKA

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