Sostenibilità
25 Febbraio 2025Epidemie come l’influenza aviaria e l’afta epizootica impattano tristemente sulla salute del bestiame, con gravi ripercussioni su sicurezza alimentare, economia e ambiente

Le recenti epidemie di influenza aviaria e afta epizootica (Fmd) hanno scosso l’industria agroalimentare globale, causando carenze alimentari, perdite economiche miliardarie e un aumento delle emissioni di gas serra. Secondo un’analisi di Oxford Analytica, la prevenzione delle malattie del bestiame potrebbe evitare perdite di fatturato per 358 miliardi di dollari l’anno e migliorare la sostenibilità del settore. Serve investire nella salute animale non solo per garantire una produzione efficiente, ma anche per tutelare l’ambiente e la sicurezza alimentare di tutti.
Se negli Stati Uniti continua ad aumentare il prezzo delle uova, tanto che il tema è stato al centro delle ultime elezioni presidenziali, il motivo è da ricercare nell’attuale epidemia di influenza aviaria, che ha colpito circa 17 milioni di uccelli solo a gennaio e altri 18 milioni a dicembre 2024.
Una carenza di prodotti di origine animale simile si è registrata anche in Germania, dove si è verificato il primo focolaio di afta epizootica, che ha portato al divieto di movimentazione di carne e latticini tedeschi. I gruppi di agricoltori stimano che le perdite abbiano raggiunto circa 1 miliardo di euro.
I due focolai sono un promemoria di quanto la sicurezza e la sostenibilità delle nostre catene di fornitura di carne, latte e uova dipendano dalla salute degli animali. L’impatto che le malattie del bestiame hanno sul settore agroalimentare è notevole, con le conseguenti ripercussioni per i consumatori, la sicurezza alimentare globale e l’ambiente. Secondo uno studio di Oxford Analytica, le malattie animali hanno causato perdite stimate di 80 miliardi di kg di carne e 180 miliardi di kg di latticini nel 2018, equivalente a una perdita di fatturato annuo complessivo di 358 miliardi di dollari.
Prevenire le malattie del bestiame, curarle e contenerle il prima possibile è fondamentale per la sostenibilità del settore agroalimentare. Ad esempio, le prove indicano che ridurre i tassi globali di malattie del bestiame da latte di un solo punto percentuale aumenterebbe la produzione abbastanza da soddisfare le esigenze di 80 milioni di persone e aumentare i ricavi dei produttori di quasi 4 miliardi di dollari.
Inoltre, le malattie del bestiame spesso comportano l’abbattimento degli animali. Un bestiame sano significa meno animali persi a causa delle malattie, minori emissioni di gas serra per ogni unità di carne, latte e uova.
Secondo un altro studio, il controllo dell’influenza aviaria ad alta patogenicità (Hpai) nelle aree ad alta prevalenza ridurrebbe le emissioni di quasi il 16%. E prevenendo la malattia della sindrome riproduttiva e respiratoria dei suini (Prss), che costa ogni anno all’industria suina statunitense una cifra stimata di 664 milioni di dollari, si eviterebbero più di 420.000 tonnellate di CO2 per ogni 100.000 scrofe (che equivale a rimuovere più di 230.000 auto dalla strada).
Il settore della salute animale offre un ampio numero di innovazioni e prodotti per prevenire e ridurre le epidemie – dai vaccini personalizzati alla diagnostica a domicilio – contribuendo ad aumentare la resilienza e la sostenibilità dell’agroindustria globale, anche riducendo le emissioni.
Lo sviluppo di vaccini e altri farmaci, fondamentali per ridurre le epidemie animali e salvaguardare la sicurezza alimentare e la salute umana, è in gran parte guidato dal settore privato, che investe miliardi in ricerca e innovazione. Ma è necessario un migliore coordinamento tra il settore pubblico e il privato per garantire soluzioni efficaci pronte, da implementare quando necessario. Anche i Governi devono collaborare con la catena del valore per superare le barriere alla vaccinazione.
Per esempio, nel caso dell’influenza aviaria, i vaccini per il pollame non sono molto utilizzati a causa di restrizioni commerciali e altri problemi, fatto che si traduce in abbattimenti. L’Organizzazione mondiale per la salute animale (Woah), la quale stabilisce standard che possono facilitare il commercio anche durante le epidemie, ha invitato i governi a considerare la vaccinazione come parte degli sforzi nazionali per ridurre al minimo le epidemie.
Un modo per ottenere un dialogo più strutturato tra i governi e il settore della salute animale sarebbe quello di convocare regolarmente “dialoghi sulla vaccinazione” in cui i decisori politici e i leader aziendali possano discutere e superare le barriere e sviluppare strategie per ridurre al minimo le epidemie.
È nell’interesse di tutti considerare la salute degli animali come una priorità nelle politiche di sanità pubblica e che i governi collaborino con il settore privato prima di ritrovarsi nel pieno di un’epidemia, garantendo non solo una pronta fornitura di vaccini e medicinali, ma anche un canale per nuove scoperte e innovazioni. Occorre migliorare la collaborazione tra pubblico e privato in materia di ricerca e sviluppo in medicina veterinaria, aggiornando le normative, considerando le tecnologie nuove ed emergenti e garantendo che i prodotti per la salute degli animali siano ampiamente disponibili.
TAG: AFTA EPIZOOTICA, AGROECONOMIA, AMBIENTE, INFLUENZA AVIARIA, PRODOTTI DI ORIGINE ANIMALE, SALUTE ANIMALE, SICUREZZA ALIMENTARE, WOAHSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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