Alert sanitari
04 Ottobre 2024Due persone in California, esposte a bovini da latte infetti per motivi professionali, sono risultate positive all’influenza aviaria H5. I Cdc confermano che il rischio per il pubblico rimane basso, ma continua il monitoraggio per prevenire ulteriori trasmissioni

La California, il più grande Stato produttore di latte degli Usa, ha confermato i primi due casi umani di influenza aviaria H5, collegati a un’esposizione professionale a bovini da latte infetti. Secondo i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) degli Stati Uniti, i pazienti presentano sintomi lievi e non esiste alcun collegamento tra i due casi (esclusa la trasmissione uomo-uomo).
L’identificazione dell’H5 “nelle persone esposte ad animali infetti non è inaspettata e non cambia la valutazione del rischio per la popolazione che continua ad essere bassa” commentano i Cdc. “Al momento – riferiscono le autorità americane – non è noto alcun collegamento o contatto tra il primo e il secondo caso confermato in California” ed è probabile quindi che si tratti “di casi separati di diffusione del virus da animale a uomo”.
Poiché non vi è alcun collegamento o contatto noto tra i due casi, ciò suggerisce che il virus si sia diffuso solo da animale a uomo, ha affermato in una nota il Dipartimento della Salute Pubblica della California.
Una persona infetta, identificata come un lavoratore di una latteria, ha sofferto di congiuntivite ed è in cura con farmaci antivirali presso la propria abitazione. Secondo la dichiarazione, la persona lavora presso uno stabilimento lattiero-caseario della Central Valley, colpito proprio da un’epidemia di influenza aviaria tra i bovini.
Anche la seconda persona è stata descritta come un individuo della Central Valley che ha manifestato lievi sintomi, tra cui congiuntivite, ha affermato il dipartimento. Nessuna delle due persone ha riportato sintomi respiratori né è stata ricoverata in ospedale.
Le mucche nelle fattorie lattiero-casearie in California hanno iniziato a risultare positive all’influenza aviaria a fine agosto. Il latte pastorizzato e i prodotti caseari continuano a essere sicuri da consumare.
“Il rischio per la popolazione generale rimane basso, anche se le persone che interagiscono con animali infetti hanno un rischio maggiore di contrarre l’influenza aviaria” ha affermato il dipartimento.
Il mese scorso, il Missouri ha confermato l’influenza aviaria in una persona con patologie pregresse che non aveva avuto un’immediata esposizione nota agli animali. Sei operatori sanitari che si sono presi cura del paziente del Missouri hanno sviluppato sintomi respiratori, ma il virus non è stato confermato in nessuno di loro.
Gli scienziati stanno osservando attentamente eventuali segnali che indichino che il virus abbia iniziato a diffondersi più facilmente tra gli esseri umani.
Includendo questi casi più recenti, “sono 16 i contagi umani di H5 segnalati negli Stati Uniti nel corso del 2024, portando il totale a 17 dal 2022. Casi nel corso del 2024 sono stati segnalati in Texas (1), Michigan (2), Colorado (10), Missouri (1) e California (2)” precisano i Cdc. “Sei dei 16 casi umani segnalati sono stati collegati all’esposizione a mucche da latte malate o infette; 9 casi hanno avuto esposizione a pollame infetto”. La fonte dell’infezione per l’unico caso nel Missouri “non è stata determinata e sono in corso i test sierologici sui contatti del caso nel Missouri”.
TAG: BOVINE DA LATTE, CALIFORNIA, CDC, INFLUENZA AVIARIASe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito veterinario, iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
08/05/2026
Il nuovo rapporto EFSA su oltre 125.000 campioni alimentari conferma la conformità ai limiti UE per i residui di pesticidi. Per la prima volta i controlli alle frontiere sono distinti dai programmi...
A cura di Redazione Vet33
08/05/2026
Il Ministero della Salute ha autorizzato la movimentazione dei bovini in Sardegna e verso il continente, con esclusione della fascia di sorveglianza di 50 km attorno ai focolai di dermatite nodulare...
A cura di Redazione Vet33
08/05/2026
L’Università di Teramo apre il cantiere per la nuova sede del Dipartimento di Medicina Veterinaria: 4.500 metri quadrati, 27 laboratori e 378 posti aula finanziati con 13 milioni di fondi...
A cura di Redazione Vet33
08/05/2026
La Federazione Nazionale Ordini Medici Veterinari Italiani presenta l’Abbecedario A-Z, guida didattica per portare nelle scuole la cultura del benessere animale. Webinar di presentazione il 13...
A cura di Redazione Vet33

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)
Registrazione Tribunale di Milano n° 5578/2022 del 5/05/2022