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10 Marzo 2026

Crescere con un cane migliora il microbioma dei ragazzi e favorisce il benessere mentale

Uno studio dell’Università di Azabu pubblicato su iScience mostra che la convivenza con un cane può modificare il microbioma degli adolescenti ed essere associata a maggiore prosocialità e benessere psicologico

di Redazione Vet33


Crescere con un cane migliora il microbioma dei ragazzi e favorisce il benessere mentale

Crescere con un cane può influenzare positivamente il microbioma degli adolescenti e contribuire al loro benessere mentale. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista iScience e condotto da un team dell’Università di Azabu, in Giappone, che ha analizzato il microbioma e i campioni di saliva di ragazzi di 13 anni con e senza animali domestici. I risultati indicano che la convivenza con un cane è associata a specifiche modifiche della composizione microbica e a livelli più elevati di benessere psicologico.

Il legame tra cani, microbioma e salute mentale

Il microbioma umano è l’insieme dei microrganismi che vivono nel nostro organismo, in particolare nell’intestino e nella cavità orale, e svolge un ruolo importante nel funzionamento del sistema immunitario e del metabolismo. Negli ultimi anni numerose ricerche hanno evidenziato anche una relazione tra microbiota e salute mentale, attraverso il cosiddetto asse intestino-cervello.

Partendo da queste evidenze, il gruppo guidato da Takefumi Kikusui ha analizzato il microbioma di adolescenti giapponesi per capire se la presenza di un cane in famiglia potesse influenzarne la composizione. I ricercatori hanno raccolto campioni di saliva e dati sul microbiota di ragazzi di 13 anni, confrontando chi viveva con un cane e chi non aveva animali domestici.

L’analisi ha mostrato che gli adolescenti che convivevano con un cane presentavano un miglior benessere mentale e una composizione del microbioma orale differente rispetto ai coetanei senza animali.

“Allevare animali domestici ha una serie di effetti positivi, soprattutto per gli adolescenti, attraverso la simbiosi con i microrganismi”, spiega Kikusui.

Come cambia il microbioma

Il sequenziamento genetico dei microbi ha evidenziato che la diversità complessiva delle specie presenti nei due gruppi era simile, ma la composizione del microbioma mostrava differenze significative. In particolare, nei ragazzi che vivevano con un cane risultava diversa la presenza di alcuni batteri orali, tra cui specie appartenenti al genere Streptococcus, comuni sia negli esseri umani sia negli animali domestici.

Secondo gli autori, la convivenza con un cane può facilitare lo scambio di microrganismi attraverso interazioni quotidiane come il contatto ravvicinato, il gioco o le leccate. Studi precedenti avevano già dimostrato che la presenza di animali domestici aumenta la diversità microbica dell’ambiente domestico, influenzando indirettamente anche il microbiota umano.

Le prove dai modelli animali

Per verificare se alcune di queste modifiche del microbioma fossero associate al comportamento sociale, i ricercatori hanno utilizzato un modello murino. Il microbiota proveniente dagli adolescenti proprietari di cani è stato trasferito nei topi, che successivamente sono stati osservati in test comportamentali.

I risultati hanno mostrato che gli animali trattati con questo microbiota manifestavano comportamenti più sociali, trascorrendo più tempo ad annusare i compagni di gabbia e a interagire con loro.

“Il nostro lavoro rivela che alcuni batteri possono promuovere la prosocialità. Ciò implica che i benefici di possedere un cane includono la fornitura di un senso di sicurezza attraverso l’interazione e l’influenza del microbioma”, aggiunge Kikusui.

Un rapporto più profondo di quanto si pensasse

Gli autori sottolineano che saranno necessari ulteriori studi per comprendere meglio quali microrganismi siano direttamente coinvolti e se questi effetti si mantengano nel tempo. Tuttavia la ricerca suggerisce che la relazione tra adolescenti e animali domestici potrebbe avere effetti biologici più profondi di quanto ipotizzato.

La convivenza con un cane, infatti, non rappresenterebbe soltanto una fonte di compagnia e supporto emotivo, ma anche un fattore capace di modificare il microbioma umano, influenzando indirettamente comportamenti sociali, empatia e salute mentale durante una fase delicata dello sviluppo.

CITATI: TAKEFUMI KIKUSUI
TAG: BENESSERE MENTALE, CANE, MICROBIOMA, PROSOCIALITà

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