Gatti
21 Maggio 2025La fibroadenomatosi mammaria è una patologia progesterone-dipendente che provoca un’importante iperplasia delle mammelle, con rapido aumento di volume e rischio di complicanze cutanee. Colpisce principalmente gatte giovani e richiede una gestione mirata tra terapie ormonali, chirurgiche e di supporto

La gatta possiede quattro paia di mammelle ed è molto più raro trovare anomalie di numero in questa specie rispetto a quella canina. La fisiologia della lattazione è la stessa della cagna e di conseguenza lo sono anche le principali patologie. Come nella cagna, le mammelle andrebbero accuratamente palpate a ogni visita, anche perché nella specie felina le alterazioni mammarie sono spesso molto serie. Ma quali sono e come vanno trattate?
Ma quali sono queste patologie? Le spiega nel dettaglio la dottoressa Maria Carmela Pisu nel volume Riproduzione del cane e del gatto, firmato insieme alla dottoressa Michela Beccaglia.
La fibroadenomatosi mammaria è una patologia progesterone-dipendente. Come nella cagna, anche nella gatta sotto l’influenza progestinica a livello mammario viene secreto GH (Growth Hormone, ormone della crescita), che però non viene riversato in circolo ma permane a livello mammario, dove stimola un’importante iperplasia con rapida crescita dello stroma e dell’epitelio ghiandolare. Essendo causata da una risposta eccessiva all’azione progestinica, l’alterazione colpisce solitamente gatte giovani ai primi calori o alla prima gravidanza, e ha la tendenza a recidivare ai calori successivi. Pur non essendo nota una componente genetica, esiste una predisposizione di razza nelle Norvegesi, Maine Coon e Sphynx.
Clinica: la clinica è evidente con le mammelle che divengono rapidamente molto voluminose e dolenti; di conseguenza, la cute si stira e può ulcerarsi. Inizialmente le condizioni generali di salute della paziente sono buone, ma possono peggiorare velocemente se la cute si ulcera e va incontro a necrosi. In questo caso è possibile osservare febbre, anche alta, inappetenza e abbattimento.
Diagnosi: gli esami ematochimici mostreranno aumento dei fattori dell’infiammazione e possibile leucocitosi.
Terapia: poiché la causa eziopatologica è la risposta all’azione del progesterone a livello mammario, la terapia prevede la sottrazione di questo ormone.
L’ovariectomia, asportando i corpi lutei, elimina la fonte di produzione progestinica, ma effettuare l’intervento con accesso mediano diventa molto complicato e va quindi privilegiato l’approccio dal fianco (che comporta però maggior rischio di residuo ovarico). L’ovariectomia, tuttavia, non è in grado di eliminare il progesterone già legato ai siti recettoriali mammari e quindi la regressione dell’alterazione mammaria è lenta.
La mastectomia totale bilaterale, asportando tutto il tessuto mammario, è assolutamente risolutiva e definitiva, ma per la quantità di tessuto asportato e lo stato infiammatorio mammario si liberano fattori infiammatori e fattori di necrosi tissutale in quantità elevate che possono mettere a rischio la vita stessa della gatta.
La terapia elettiva è quindi l’utilizzo dell’aglepristone a 15 mg/kg per via sottocutanea da ripetere dopo 24 ore, ogni 8 giorni, fino alla risoluzione del problema. Questa molecola è capace di rimuovere il progesterone dai siti recettoriali e di fermare quindi la secrezione di GH. È utile inoltre associare un antinfiammatorio per via sistemica e, in caso di alterazioni cutanee, un antibiotico ad ampio spettro. Per ridurre la tensione mammaria è possibile utilizzare integratori di bromelina ed è consigliata l’applicazione di pomate cutanee idratanti per preservare l’elasticità e prevenire l’ulcerazione.
Secondo alcuni autori, benché non ci sia un coinvolgimento della prolattina nell’eziopatogenesi della fibroadenomatosi mammaria, l’utilizzo della cabergolina in associazione all’aglepristone rende più efficace la terapia riducendo i tempi di guarigione.
Nel caso in cui l’alterazione compaia in una gatta in gravidanza, è necessario valutare l’eventuale possibilità di arrivare al parto, dato che l’aglepristone ha effetto abortigeno e porterebbe all’immediata interruzione della gravidanza. In caso di iperplasia che insorge nella prima metà della gravidanza o con sintomatologia imponente, il consiglio è quello di indurre l’aborto per evitare complicanze mammarie. Se invece le condizioni cliniche della paziente sono buone, non ci sono alterazioni cutanee mammarie e la gravidanza è quasi al termine, si può valutare l’utilizzo di integratori antiedemigeni e trattamenti cutanei per evitare ulcerazioni e necrosi. Al momento del parto, con il crollo progestinico la sintomatologia inizierà a rientrare spontaneamente e solitamente le gatte saranno anche in grado di allattare.
Per un approfondimento completo sulle patologie della mammella della gatta e per conoscere quali sono le principali differenze di queste rispetto alle patologie della cagna, consulta il volume Riproduzione del cane e del gatto (Edizioni Edra).
A cura di Grazia Lapaglia
Se ti è piaciuto questo articolo, leggi anche Gravidanza nella gatta. Aspetti fisiologici dello sviluppo embrionale oppure guarda le interviste alle dottoresse Michela Beccaglia e Maria Carmela Pisu.
CITATI: MARIA CARMELA PISU, MICHELA BECCAGLIASe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito veterinario, iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
24/07/2026
Il XV rapporto “Animali in Città” di Legambiente stima oltre 14mila cani a rischio di restare a vita nei canili rifugio italiani. La presentazione del documento, che si è tenuta a Roma,...
A cura di Redazione Vet33
24/07/2026
Il Commissario straordinario nazionale per la Psa, Giovanni Filippini, è stato ascoltato dalle commissioni regionali toscane Sviluppo economico e rurale e Ambiente: annunciate nuove ordinanze e il...
A cura di Redazione Vet33
24/07/2026
Uno studio guidato dall’Università Clemson ha ricostruito 30 anni di cambiamenti nella dieta dei pinguini di Adelia analizzando via satellite il colore del loro guano, e rilevando un calo del...
A cura di Redazione Vet33
24/07/2026
Il Municipio di Chiasso ha modificato l'ordinanza comunale: dalla metà di agosto i proprietari di cani dovranno pulire anche le deiezioni liquide dei propri animali, non solo gli escrementi. Chi non...
A cura di Redazione Vet33

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)
Registrazione Tribunale di Milano n° 5578/2022 del 5/05/2022