Cani
09 Gennaio 2023 Stabilita caso per caso, la vaccinazione per ogni cane deve essere somministrata in base ai rischi che realmente corre: non esiste infatti un vaccino “taglia unica” adatto a tutte le esigenze, e il protocollo vaccinale deve quindi essere adattato alle diverse tipologie di pazienti da vaccinare.

Negli ultimi 20 anni abbiamo assistito a notevoli cambiamenti della pratica vaccinale veterinaria. In passato, infatti, era prassi comune vaccinare i cani ogni anno applicando lo stesso protocollo a tutti i pazienti, indipendentemente dal loro stile di vita e utilizzando vaccini che contenevano più valenze possibili. È ormai assodato che tale approccio non può più essere applicato. A tal proposito, infatti, la professoressa Paola Emanuela Dall’Ara sottolinea: “Serve liberarsi dal pregiudizio che se non si propone la vaccinazione annuale si perde la protezione (e il cliente...). La frequenza va rimodulata in base alla reale copertura temporale offerta dai vari vaccini. In altri termini, quello che si dovrebbe fare è una vaccinazione tagliata su misura per ogni singolo paziente, abbandonando quella fatta per abitudine. I pazienti non sono tutti uguali: per età, dimensioni, stile di vita. Occorre valutarli di volta in volta, specie nel caso di animali non sani ma che potrebbero trarre beneficio dalla vaccinazione”.
Si tratta dunque di un tema moto dibattuto e di grande attualità. Per consentire ai medici veterinari di approfondire l'argomento, e di affrontarlo nelle sue sfaccettature, è stato attivato, un nuovo corso dedicato, appunto, alla Vaccinazione del cane: protocolli e particolarità. Il corso, articolato in sette moduli, si avvale della direzione scientifica della professoressa Dall’Ara.
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