Professione
05 Maggio 2026A oltre un anno e mezzo dall'approvazione della Legge di Bilancio 2025, le borse di studio per gli specializzandi dell'area sanitaria non medica restano inattuate. In molti atenei le scuole di specializzazione per il 2025-26 non sono ancora partite. SIVeMP e Coordinamento nazionale degli specializzandi veterinari chiedono quattro interventi urgenti al Governo

La Legge di Bilancio 2025 è stata approvata, le borse di studio per gli specializzandi dell’area sanitaria non medica, tra cui medici veterinari, sono state introdotte e il Decreto Economia le ha rafforzate. Eppure, a oltre un anno e mezzo dall’approvazione della norma, il decreto attuativo che dovrebbe definirne numero e modalità di erogazione non è ancora arrivato. Migliaia di giovani professionisti non ricevono il riconoscimento economico previsto, molti atenei non hanno avviato le scuole di specializzazione per l’anno accademico 2025-2026, un anno di formazione è a rischio.
“È inaccettabile che una misura positiva e necessaria sia rimasta lettera morta”, denunciano il SIVeMP e il Coordinamento nazionale degli specializzandi veterinari, appellandosi al Governo con quattro richieste. “Il ritardo sta creando incertezza, disuguaglianze e un danno concreto alla sanità pubblica”.
Il 24 maggio i medici veterinari scenderanno in piazza a Roma insieme alle altre professioni sanitarie.
La Legge di Bilancio 2025 (n. 207/2024) aveva introdotto borse di studio per gli specializzandi dell’area sanitaria non medica, successivamente rafforzate dal Decreto Economia. La misura prevede l’assegnazione di borse per tutta la durata delle scuole di specializzazione a veterinari, biologi, farmacisti, chimici, fisici, psicologi e odontoiatri.
Il nodo è il decreto attuativo che deve definirne numero e modalità di erogazione, che non è ancora stato emanato. Le conseguenze operative sono immediate: diversi atenei non hanno potuto avviare le scuole di specializzazione per l’anno accademico 2025-2026; e migliaia di giovani professionisti rischiano di perdere un anno di formazione con ricadute dirette sul Servizio Sanitario Nazionale, già in sofferenza per la carenza di specialisti.
Oltre al blocco attuativo, SIVeMP segnala criticità strutturali nella norma stessa. L’importo annuo delle borse (4.773 euro lordi) è giudicato insufficiente rispetto ai costi reali della formazione specialistica. Inoltre, i vincoli legati al reddito e il divieto di cumulo con altre borse o attività lavorative rischiano di rendere le borse inaccessibili a molti professionisti che pure ne avrebbero titolo.
SIVeMP e Coordinamento nazionale degli specializzandi veterinari chiedono interventi immediati su quattro fronti:
1. Decreto attuativo senza ulteriori ritardi: la norma deve diventare operativa.
2. Indicazioni chiare agli atenei: consentire l’avvio delle scuole anche nelle more del decreto, con assegnazione delle borse in un momento successivo all’inizio delle lezioni.
3. Revisione dell’importo e delle condizioni: borse adeguate all’impegno richiesto e compatibili con altre attività.
4. Tavolo tecnico per una riforma strutturale: scuole di specializzazione in ambito veterinario allineate alle esigenze del SSN e all’approccio One Health.
In assenza di risposte, è già stata annunciata la mobilitazione per il 24 maggio, quando i medici veterinari scenderanno in piazza a Roma insieme alle altre professioni sanitarie non mediche.
TAG: BORSE DI STUDIO, DECRETO ATTUATIVO, MEDICI VETERINARI, MOBILITAZIONE, SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE, SIVEMP, SPECIALIZZAZIONI, SSN“Non si tratta solo di una questione economica”, conclude SIVeMP. “Ma del futuro della formazione sanitaria e della qualità dei servizi offerti ai cittadini”.
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