Normative
10 Aprile 2026In Parlamento è in corso il riordino della sanità militare: nasce così il Servizio sanitario militare, un Corpo unico e un nuovo Comando con funzioni veterinarie

Il riordino della sanità militare è giunto in Parlamento ed è pronto a ridisegnare l’intera organizzazione sanitaria della Difesa. Lo schema di decreto introduce il nuovo Servizio sanitario militare, un Corpo unico che accorpa tutte le professioni sanitarie, comprese quelle veterinarie, con funzioni di supporto anche al Servizio sanitario nazionale (Ssn). Per la veterinaria militare cambiano catena di comando, competenze e percorsi di carriera.
Il Parlamento sta esaminando la riforma della sanità militare, una revisione del Codice dell’ordinamento militare che punta a razionalizzare l’intero comparto sanitario della Difesa.
Il provvedimento nasce anche dall’esperienza della pandemia da Covid‑19, che ha evidenziato la necessità di disporre di contingenti sanitari di emergenza a supporto del Ssn.
Il decreto istituisce il Servizio sanitario militare, componente sanitaria della Difesa, con compiti di:
● supporto al Ssn
● attività di medicina preventiva
● gestione unificata delle competenze sanitarie delle Forze armate
Il Servizio dipenderà dal Capo di Stato Maggiore della Difesa.
Il riordino prevede la nomina del Comandante della Sanità militare, figura nuova, responsabile dell’organizzazione e del funzionamento del sistema.
Seguono la costituzione del Comando della Sanità militare, che includerà anche funzioni di sanità veterinaria, e la creazione del Corpo unico della Sanità militare, nel quale confluirà dal 1° gennaio 2027 tutto il personale sanitario delle Forze armate e dei Carabinieri
È prevista una revisione delle modalità di reclutamento e dei percorsi di carriera.
Il riordino modifica la collocazione delle strutture veterinarie:
● il Comando di Sanità e Veterinaria dell’Esercito e il Centro Militare Veterinario non dipenderanno più dal Comando Logistico
● le funzioni veterinarie, comprese medicina preventiva e medicina del lavoro, saranno assegnate al Comando della Sanità Militare
Sul piano della carriera, il decreto stabilisce che due anni di incarico svolti nell’Arma come dirigente/capo del servizio veterinario sono considerati tra i requisiti utili per concorrere al grado di tenente colonnello.
All’avvio dell’iter, Fnovi aveva incontrato i vertici della sanità militare, evidenziando la necessità di valorizzare competenze e responsabilità dei medici veterinari.
Il decreto introduce nuove regole per le carriere, concorsi straordinari e percorsi formativi aggiornati. L’obiettivo è raggiungere 160.000 militari entro il 2033.
Inoltre, il personale militare abilitato alle professioni sanitarie potrà svolgere attività libero‑professionale intramuraria all’interno delle strutture sanitarie militari, in regime di esclusività.
La disciplina prevede convenzioni tra Ministeri (Difesa, Salute, Economia), Regioni e istituzioni sanitarie. La gestione è affidata alla Sanità militare, che assicura il corretto svolgimento dell’attività svolta fuori dall’orario di servizio e nel rispetto dei volumi prestazionali non superiori a quelli istituzionali.
Il termine per l’adozione del decreto è scaduto il 6 aprile 2026, ma l’intesa in Conferenza Stato‑Regioni è già stata acquisita. Le audizioni parlamentari hanno evidenziato timori di uno slittamento della sanità militare nel Ssn mentre le Commissioni Bilancio di Camera e Senato hanno sollevato dubbi sulla sostenibilità finanziaria, soprattutto per quanto riguarda carriere e trattamento economico del personale. L’entrata in vigore del nuovo assetto è prevista per il 1° gennaio 2027.
TAG: FNOVI, SERVIZIO VETERINARIO MILITARE, SSNSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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