Professione
19 Dicembre 2025Con l’avvio del Servizio Sanitario Militare Nazionale, la Federazione sollecita il riconoscimento delle competenze veterinarie in sicurezza alimentare, sanità pubblica e benessere animale

L’avvio del Servizio Sanitario Militare Nazionale (SSMN) prevede una riorganizzazione della sanità militare in un modello interforze. In questo contesto, il 18 dicembre, presso la sede della Federazione nazionale degli Ordini dei veterinari italiani (Fnovi), si è tenuto un confronto tra il Presidente Gaetano Penocchio, il Vicepresidente Orlando Paciello, e i vertici dell’Ispettorato Generale della Sanità Militare e del Comando Logistico dell’Esercito, nonché il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, che ha ribadito la necessità di valorizzare in modo puntuale competenze e responsabilità dei medici veterinari militari nel nuovo assetto delineato dal decreto legislativo in via di approvazione.
Il confronto romano si inserisce nel percorso di attuazione della Legge n. 201/2023, con cui il Parlamento ha delegato il Governo alla riorganizzazione della sanità militare. Il Consiglio dei Ministri ha recentemente approvato in via preliminare lo schema di decreto legislativo che istituisce il Servizio Sanitario Militare Nazionale (SSMN), configurando un modello organizzativo interforze.
Il testo sarà ora sottoposto al parere della Conferenza Unificata, del Consiglio di Stato e delle Camere, prima dell’approvazione definitiva. L’obiettivo è garantire un sistema sanitario militare più integrato, capace di rispondere alle esigenze operative delle Forze Armate e, al contempo, di operare in sussidiarietà con il Servizio sanitario nazionale.
Durante l’incontro è emersa con forza la richiesta di perfezionare il quadro delle competenze e delle responsabilità dei medici veterinari presenti nei ranghi della sanità militare.
Secondo Fnovi, il nuovo modello organizzativo deve riconoscere e valorizzare le peculiarità del ruolo veterinario, già centrale in ambiti strategici come la sicurezza alimentare, la tutela della salute e del benessere animale, la gestione delle emergenze sanitarie, anche in contesti operativi e di conflitto. Un rafforzamento considerato essenziale non solo per l’efficienza del sistema militare, ma anche per la qualità dei servizi resi alla collettività della Difesa.
Un altro tema centrale del confronto ha riguardato l’obiettivo della riforma di armonizzare percorsi di carriera, titoli e riconoscimenti professionali del personale sanitario militare, equiparandoli a quelli del Servizio sanitario nazionale e del pubblico impiego.
Per Fnovi, questo passaggio rappresenta un’opportunità per rendere più attrattiva la carriera veterinaria in ambito militare, garantire un riconoscimento coerente delle competenze professionali e rafforzare l’integrazione tra sanità militare e sistema sanitario civile.
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