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15 Maggio 2025

Riforma Pac. Da Bruxelles più flessibilità, aiuti per crisi e meno burocrazia per gli agricoltori

La Commissione Europea introduce misure per una gestione più rapida delle emergenze e meno vincoli burocratici. Gli Stati potranno usare fino al 3% dei fondi per calamità e malattie animali

di Redazione Vet33


Riforma Pac. Da Bruxelles più flessibilità, aiuti per crisi e meno burocrazia per gli agricoltori

Un pacchetto di semplificazioni per la Politica Agricola Comune (Pac): meno burocrazia per gli agricoltori, più flessibilità nella gestione delle emergenze e agevolazioni per i piccoli produttori. Tra le novità, gli Stati membri potranno utilizzare fino al 3% dei fondi annuali per rispondere a crisi legate a calamità naturali, cambiamenti climatici e malattie animali, senza dover ricorrere alla riserva agricola europea. 
 

Meno burocrazia e più flessibilità 

Dalla Commissione europea arriva un pacchetto di riforme della Pac, che punta alla semplificazione: con il taglio di altri oneri burocratici, le stime parlano di un risparmio per 1,58 miliardi di euro all’anno e 240 milioni per le amministrazioni nazionali. È il terzo Omnibus firmato da Ursula von der Leyen in ordine di tempo – il secondo sui fondi agricoli, che valgono oltre un terzo del bilancio comunitario – dopo l’ampio ridimensionamento delle norme green della Pac già attuato lo scorso anno in risposta alle proteste dei trattori.
Dodici mesi dopo, quindi, Bruxelles propone un ulteriore allentamento di tre delle nove cosiddette “buone condizioni agronomiche e ambientali”, note come Bcaa, ovvero gli standard di base che gli agricoltori devono rispettare per ricevere i sussidi agricoli. 

Nonostante i cambiamenti, il Commissario responsabile Christophe Hansen assicura: “Abbiamo la Pac più verde di sempre, questa direzione non cambierà”. 

“Non solo un aggiustamento tecnico ma una scelta politica di stare al fianco dei nostri agricoltori”, ha sottolineato in conferenza stampa il vicepresidente Raffaele Fitto, parlando di un “approccio ben equilibrato tra fattori economici, ambientali e sociali”.

Tra le novità della revisione, la possibilità per gli Stati membri di usare fino al 3% all’anno dei propri fondi Pac, tra pagamenti diretti e sviluppo rurale, per risarcire gli agricoltori di fronte alle crisi, da quelle derivate dagli effetti dei cambiamenti climatici a quelle dovute alla diffusione di malattie animali.
Si creerà così, nella sostanza, una riserva di crisi nazionale, senza dover attingere alla riserva agricola europea da 450 milioni che rimarrà attiva per le perturbazioni del mercato.
La nuova proposta, inoltre, limita i controlli in loco a un anno, raddoppiando anche il tetto di aiuti forfettari da 1.250 a 2.500 euro che gli Stati membri possono concedere su base annuale ai piccoli agricoltori. 
Alle capitali sarà concessa maggiore flessibilità anche nella gestione dei piani strategici nazionali. Lo sviluppo di piccole aziende agricole potrà essere sostenuto attraverso regimi forfettari nazionali fino a 50.000 euro, mentre anche gli agricoltori biologici saranno esonerati da buona parte delle condizionalità agroambientali, in quanto considerati in linea con gli obiettivi green della Pac. 

La proposta dovrà ora superare il via libera di Stati membri e del Parlamento europeo, anche se il pacchetto di misure è frutto di un intenso confronto politico e dunque non dovrebbe incontrare ostacoli a una rapida attuazione, necessaria ad avviare il lavoro anche sulla prossima Pac post-2027.

CITATI: CRISTOPHE HANSEN, RAFFAELE FITTO, URSULA VON DER LEYEN
TAG: AGRICOLTORI, COMMISSIONE EUROPEA, PAC

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